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Cap.1 Compere Bra si fermò davanti ad una vetrina e si accarezzò il ventre non ancora rigonfio; si voltò e vide Goten avanzare tenendo una serie di sacchetti, teneva i capelli azzurri legati in una coda alta.«Non eri costretto a venire per forza» disse, uditolo sbuffare ripetutamente, con l’altra mano ondeggiò la bustina che portava e la propria borsetta a tracolla.«Pensi davvero che al bambino serva tutto questo?» domandò Son, raggiungendola. Bra lo colpì con la confezione dei propri vestiti facendo sbuffare il moro. «Se ti sentisse qualche negoziante, andrebbe a fare le congratulazioni a mia madre... E così mio padre scoprirebbe che sono incinta» lo rimproverò.Goten piegò a destra e a sinistra la testa, facendo scricchiolare il collo. «Era da parecchio che non andavi a fare shopping, non pensavo fossi ancora così allenata» ammise.Bra si mordicchiò un labbro, dandogli le spalle, facendo fare un giro alla borsetta; i suoi seni erano più gonfi del solito. «È come combattere. Non ti dimentichi mai veramente come si fa» ribatté. Avanzò a passo veloce e cadenzato, facendo ticchettare i tacchi delle proprie scarpe rosso fuoco. «Anche perché se abbassi la guardia, ti rubano le prede migliori» sibilò. Goten deglutì e lei ordinò: «Andiamo, ancora non abbiamo iniziato a vedere dove possiamo trovare i pannolini più funzionali per quando nascerà», allontanandosi.Goten la inseguì, sospirando ancora una volta. «Mancano parecchi mesi» si lamentò.
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Cap.2 I dubbi di un padreVegeta si portò un muffin alle labbra e ne addentò un pezzo, masticandolo rumorosamente. «Tua figlia mi sta nascondendo qualcosa» si lamentò.Bulma sospirò vedendo le briciole cadere sul cuscino. «È tua figlia solo quando ti rende orgoglioso?» si lamentò, lo vide addentare più voracemente il muffin.«Preferisci essere orgogliosa tu del fatto che studia e sintetizza veleni?» le chiese, finito il muffin.«Non puoi considerarla la tua principessa solo quando diventa supersaiyan. Ricorda che il caratteraccio è tutto tuo» ribatté Bulma, si sedette sul letto accanto a lui, osservandolo dimenare la coda.«Da quando il tuo carattere è angelico?» domandò Vegeta, sdraiandosi su un fianco. Bulma gonfiò il petto e si portò una mano sopra i seni. «Come se non lo sapessi che consideri me la tua regina bella come un angelo» disse con voce più acuta.Vegeta afferrò un cuscino e se lo mise sopra il capo. «Bella come la luna, ma più velenosa di un aspide. Bra è tutta figlia tua» borbottò.Bulma si sporse e gli allontanò il cuscino dal capo. «Allora, cosa c’è che non va?» domandò.Un ciuffo di capelli mori finì al centro della fronte del principe. Lui rispose: «Inizialmente ha cominciato ad andare male a scuola, poi ridacchiava senza motivo ed era troppo eccitata. Era distratta e difficilmente reperibile». Socchiuse gli occhi ed enumerò: «Ultimamente, invece, mi sfugge, mangia tutto quello che trova in frigorifero, sente spesso freddo e si mette i maglioni anche quando non c’è bisogno e…». Iniziò a enumerare lui.Bulma si mise il cuscino sulle ginocchia e con le mani appiattì la federa. «Vegeta, rilassati, saranno problemi adolescenziali» lo rassicurò.Vegeta alzò lo sguardo. «Sarà, ma si chiude troppo in bagno» brontolò. Bulma inarcò un sopracciglio. «Cosa temi?» disse.«Se le verranno le nausee, non sarà un timore, ma una certezza. Altro che problemi adolescenziali» borbottò Vegeta, mettendosi l’indice sporco di briciole in bocca.
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Cap.3 Voglie pericolose«Goten, tesoruccio caro, tu voli vero?» domandò Bra, seduta sul letto, accavallò le gambe e si passò le unghie aguzze e rosse sulla pelle chiara.«Sì. Altrimenti non sarei potuto entrare dalla tua finestra, di nascosto, di notte, per mesi, come adesso» rispose Goten. Si sedette sul davanzale della finestra e batté le palpebre un paio di volte.Bra si sporse in avanti. «Sai, io sono una ragazza dai gusti semplici» sussurrò; piegò di lato il capo, facendo ondeggiare la lunga coda di capelli azzurri.«Emh, Bra, qualcosa non va?» domandò Goten, deglutendo.Lei mise i piedi sul pavimento e risuonarono i suoi tacchi. Spiegò: «Sono miliardaria. Posso avere ciò che voglio per fatti miei». Si alzò dal letto ed avanzò verso di lui a passi cadenzati. «Nel primo cassetto del comodino ho una corona degna della principessa dei saiyan» spiegò. Svoltò a sinistra e camminò di lato alla sua scrivania, sopra della quale c’erano una serie di alambicchi e un becco bunsen spento. «Ho un set per la manicure per ogni giorno della settimana nell’armadio” sussurrò. Si sfilò gli stivali rosso fiammanti e appoggiò i piedi sul pavimento. «Presto mi ordinerò in un negozio online 24 su 24 un paio di scarpe da ginnastica di marca” spiegò.«Urca, inizio a non capire dove vuoi andare a parare» sussurrò Goten. Bra lo afferrò per la collottola della maglia e gli mostrò un pugno. «Che mi serviranno a prenderci a calci nel sedere se non vedo subito le mie dannatissime fragole con panna! Mi avevi detto che me le compravi» sibilò.Goten boccheggiò un paio di volte. «Sai, inizio a pensare che tuo padre abbia sempre le voglie, ha sempre questo caratterino» rimuginò.«FRAGOLE!» strillò Bra.Goten si liberò dalla stretta e si passò una mano tra i capelli mori, grattandosi la testa. «Vado, vado» promise, spiccando il volo.
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Cap.4 Le decisioni di un principeBulma guardò suo marito camminare avanti e indietro davanti al tavolo della cucina. «Lo sapevo, Bra è incinta» borbottò.Bulma appoggiò il gomito sul tavolo.«Vegeta…». Iniziò. Vegeta la fermò, alzando. «Vomita, ha le nausee, l’avevo capito» proseguì, continuando a camminare. "Devo capire come mai lei sia arrivata a maturazione così tardi, da quello che so erano già stati insieme. Quei due non me la raccontano giusta da troppo tempo!".Bulma appoggiò il mento sulla mano. «Vegeta, non saltare alle conclusioni» gli ricordò. Il principe dei saiyan curvò le spalle e piegò il capo verso il basso. «Non mi fa avvicinare perché sa che percepirei l’aura del bambino» continuò.«Lo sai che potrebbe semplicemente avere un’intossicazione alimentare o avere ‘le sue cose’?» domandò Bulma.Vegeta si mise le mani in tasca. «No, Donna, ormai è certo. Nostra figlia non fa altro che litigare con Goten. Ergo ce l’ha con lui. Il figlio di Kakaroth l’ha messa incinta e ora la mia bambina lo odia, altrimenti il loro rapporto non sarebbe cambiato radicalmente, ma starebbero festeggiando» ribatté secco.Bulma strofinò un piede sul pavimento. «Non dovresti parlarne con lei?» domandò. Vegeta si fermò e alzò il capo verso il soffitto. «Se non me ne ha parlato, ci sarà un motivo terribile. Vado e lo uccido. No, anzi, aspetto che Kakaroth parta per chissà quale strano allenamento. Lo farà, molla sempre la sua famiglia... E allora ammazzerò il suo secondogenito perché ha fatto soffrire mia principessina» decise.Bulma accavallò le gambe sotto il tavolo. «Vegeta, lo sai che se avessi ragione, così uccideresti il padre di tuo nipote?» gli ricordò.Vegeta riabbassò la testa e osservò la porta della cucina. «Hai ragione, lo obbligherò a sposarla. Si prenderà le sue responsabilità!» tuonò. "Non sapevano entrambi in che periodo erano, lui potrebbe aver esagerato, averle fatto male o magari si sono feriti a vicenda" si preoccupò-Bulma si mordicchiò il labbro. «Vegeta, amore, aspetta che sia Bra a dirtelo» lo fece ragionare. Vegeta si voltò verso di lei e s’indicò con l’indice. «Aspetterò e poi lo obbligherò a crescersi il marmocchio a suon di ki-blast» decise.Bulma roteò gli occhi e si portò la mano al viso. «Oh, Kami» borbottò.
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Cap.5 Litigi tra consuoceriGoku schivò la serie di onde che gli lanciava contro il principe dei saiyan.«Volevi un allenamento o poter cercare di uccidermi?!» gridò; i suoi capelli blu brillavano emanando un bagliore azzurrino.«Sfogarmi! Tuoi figlio ha messo incinta mia figlia!» gridò il principe dei saiyan; digrignò i denti e corrugò la fronte. «…E tu vuoi andartene nuovamente ad allenare con Bills proprio adesso!» sbraitò Vegeta, lanciando un’altra scarica di onde, una dietro l’altra. Il suo battito cardiaco aumentava rimbombandogli nelle orecchie ed il principe ansimava; il suo petto si alzava e abbassava irregolare, il sudore gli scendeva lungo il viso, le mani gli dolevano pulsando e aveva gli occhi arrossati. I capelli a fiamma gli ricadevano di lato e le gambe erano scosse da tremiti, teneva le braccia allungate verso il basso, il polverone che si alzava dal terreno sotto di lui arrivava a coprirlo, creando una nebbia rossiccia intorno a lui.«Non puoi tornare quando ti gira! Non sono come gli altri, che ti perdonano ogni volta!» ruggì. Goku si teletrasportò al suo fianco, Vegeta lo percepì e si voltò di scatto, cercando di raggiungerlo al viso con un pugno.Son fermò il colpo con la mano e lo guardò in viso. «Non pensi che basti mia moglie per queste sceneggiate?» domandò. Vegeta gli tirò un calcio al viso, Son lo evitò, lasciandogli andare il pugno per scansarsi.«Quella donna l'hai fatta impazzire! Quando pensi di chiamare uno psicologo per lei? Una volta ha rinchiuso sua nipote in una stanza, lontano dalla madre, ed è solo una neonata» ruggì.Goku batté le palpebre e schioccò la lingua sul palato. «Tu, come me, sei stato un anno ad allenarti con Bills. Non sei meglio di me» ribatté secco.Vegeta digrignò i denti. «Mi sono tenuto in contatto con Bulma ogni giorno e chiedevo di tornare ogni volta che Trunks aveva un problema, mio caro eroe ipocrita» sibilò. "Tu non capisci nulla! Sembra che non percepisci nessun sentimento saiyan! Come fai a non capire che i nostri bambini avrebbero potuto perdere il controllo e annientarsi a vicenda?! Come fai a non capire quanto siano pericolosi i parti saiyan. Se la mia principessina rischiasse di morire di parto?!" pensò, con gli occhi liquidi.Goku parò i successivi pugni e gomitate che il principe dei saiyan gli rivolse, mentre il polverone si dissolveva.«Avevi giurato che non lo avresti più fatto ed invece per te non esiste altro» sbraitò Vegeta. Son utilizzò l’avambraccio per parare un colpo diretto al viso, ribattendo: «Anche tu vivi solo per gli scontri».Vegeta lo raggiunse con una testata, graffiandogli la fronte e facendolo indietreggiare. «Perché non te ne vai di nuovo con Ub? Con qualche nuovo nemico? In un altro universo? Con il tuo stupido drago?» lo tempestò di domande.Goku gli apparve alle spalle e lo bloccò, tenendolo stretto con le braccia. «Goten non è me, praticamente lo hai cresciuto tu... E non me ne sto andando davvero».«Ora devo credere che solo perché lo hai promesso non lascerai più Chichi?! Tu le infrangi le tue promesse!» sbraitò Vegeta dimenandosi.Goku aumentò la stretta. «Non me ne andrò, Vegeta. O so che questa volta verresti a riprendermi, conosci anche tu il teletrasporto» gli disse all’orecchio.Vegeta digrignò i denti e smise di divincolarsi. «Allora lo hai capito, idiota. Farai bene a ricordarlo» sibilò. Goku ridacchiò. «Giuro, principe, me lo ricorderò» promise, lasciandolo andare. «...E non essere preoccupato per Bra. È la figlia del principe dei saiyan, non una damigella in pericolo».Vegeta si voltò verso di lui, il vento gli scompigliò i capelli a fiamma.«Se Goten la farà soffrire o la ferirà, spezzerò le ossa anche a te» minacciò.
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Cap.6 Piccoli miracoli «Non riesco a credere che tuo padre non mi abbia ucciso» sussurrò Goten. Si massaggiò il collo, il suo battito cardiaco era irregolare.«Non cantare vittoria troppo presto. Ieri mia madre lo ha scoperto a guardare le mie foto di quando ero piccola. Lo sai che per essere presente alla mia nascita, rinunciò addirittura a un allenamento gli dei?» chiese Bra; sistemandosi una ciocca azzurra dietro l’orecchio. Vide Goten rabbrividire e ghignò, mostrando i denti candidi. «Tsk, rilassati baka. Al momento sei al sicuro» sussurrò.Goten cercò di regolare il respiro e le accarezzò l’addome. «Secondo te mi risparmierà per evitare che suo nipote perda il padre?» domandò con voce tremante.Bra ridacchiò. «Che ne dici di portarmi al parco? Voglio prendere una boccata d’aria. Al contrario di te, non ho passato tutta la mattinata preda di un sonno profondo e di un fastidioso russare» borbottò. Goten le cinse le spalle con le braccia e le baciò la spalla nuda.«Prendo le chiavi della motocicletta, mia principessa» sussurrò, socchiuse gli occhi. «A meno che tu non voglia che ti ci porti in volo» mormorò. Bra gli accarezzò il braccio. «La motocicletta andrà benissimo, ma guai a te se vai troppo piano solo perché hai paura» gli rispose.
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Confronto padre-figlia Bra guardava le iene oltre il vetro dello zoo, con gli occhi socchiusi. «Avrei dovuto dirti cosa succedeva a me e Goten, invece ti ho tenuto il segreto e ora sono incinta» sussurrò."In questo stesso zoo, quando Trunks era piccoli, esponevano i ragni tropicali" pensò Vegeta. «Se l'hai fatto senza protezioni vuol dire che volevate un marmocchio» borbottò. La iena faceva un verso stridulo simile a una risatina.Bra si alzò di scatto e si voltò verso il padre. «Come fai a saperlo?» mormorò. La risposta fu: «Quello che ti è successo, l'instupidimento e il desiderio irrefrenabile è un effetto delle Lune della Neve saiyan. I tre mesi per la maturazione sessuale». Si grattò l'orecchio, le bestie nel recinto annusavano in giro. «Tuo fratello Trunks lo ha avuto con Pan prima di te. Le protezioni che usavate, hanno rallentato il tutto, con un purosangue non avrebbero avuto effetto».«Non scattava perché avevamo le protezioni?» chiese Bra. Vegeta annuì. «Ho avuto la prova scoprendo che anche a Gohan non era scattato i primi mesi con Videl. Questa è una caratteristica di voi mezzosangue, a noi saiyan puri, invece, scatta con tutte le protezioni del mondo». Nella stanza non c'erano telecamere funzionanti, Bra si rese conto che l'aura di suo padre le aveva rotte facendo interferenza; si guardò intorno, a quella gabbia a vetri c'erano solo loro. «A Pan è capitato?» s'informò sulle sorti dell'amica.«No, Pan è solo 1/3 saiyan, il sangue si è diluito troppo per queste cose, a quanto pare» rispose Vegeta.Bra si allontanò dalle iene, proseguendo nel corridoio. «Beh, ormai è passato. Da come parli non sembra una cosa che possa capitare ancora» si rassicurò.
