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Si allontanò dalle sue labbra lasciandovi un morso leggero, tale da pizzicare appena quella bocca gonfia e arrossata dal piacere. Con la mano, delicatamente poggiata sulla guancia anch’essa tinta dal colore sanguigno, dopo un soffice tocco scostò e sistemò dietro l’orecchio una lunga ciocca di capelli spettinati e parzialmente inumiditi dal sudore; con lo sguardo, che non voleva distogliersi da quel corpo tremante neppur per battere ciglio, accarezzò nuovamente le labbra lucide e dolci, ma ben presto risalì il sottile naso per soffermarsi infine sulle iridi inghiottite da un nero affamato e bagnato di lacrime.Se delle gocce fossero scese, facendosi strada sulla pelle calda e vellutata, nel petto di Lan WangJi non si sarebbe risvegliato alcuno scompiglio: riconosceva in esse il desiderio, la disperazione di un corpo esausto e sopraffatto dai troppi stimoli a cui era sottoposto senza alcuna possibilità di fuga.«Lan— Zhan…» il mormorio parzialmente spezzato e roco di Wei WuXian non catturò immediatamente l’attenzione di Lan WangJi, il quale venne rapito proprio da un singola lacrima, sfuggita alle folte ciglia del più giovane; con naturalezza si sporse in avanti per asciugarla con le proprie labbra, non perdendosi il tremito e il sospiro vibrante che accompagnarono quel gesto.«Mh.»Con un leggero quanto breve mormorio sulla pelle umida da cui si era appena separato, Lan WangJi invitò il partner ad articolare ulteriormente i suoi pensieri. Intanto, paziente e implacabile, gli consentì di abbassarsi nuovamente sulle sue gambe, tornando ad unire la sensibile superficie dei glutei con quella delle sue cosce in un delicato ed osceno rumore di bagnato.«Ho— capito, ho capito, avevi ragione ma…»Alzando impercettibilmente un sopracciglio, la seconda giada della setta Lan mostrò una certa sorpresa nel sentire Wei WuXian ammettere di essere stato nel torto, ma non gli diede modo di rendersene conto, preferendo piuttosto continuare ad ascoltare quella voce incerta tra i baci e i morsi delicati con cui iniziò a cospargere il petto sudato avanti a sé. Un petto originariamente pallido e immacolato che era ora costellato di arrabbiati segni rossi in grado di rivaleggiare con i due piccoli capezzoli, turgidi e sensibili al punto che era sufficiente un caldo soffio affinché il corpo del suo amante si tendesse e vibrasse con forza, al pari delle stringhe del suo guqin.L’unica differenza era nelle note che WangJi produceva, pallide e stonate se paragonate alla squisitezza della musica con cui Wei WuXian lo deliziava ad ogni sospiro.«…ma Lan Zhan, Hanguang-Jun, L—Lan er gege—»«Mh?»A quei titoli non reagì come avrebbe desiderato il compagno, e anche se le labbra di Lan WangJi erano ancora prossime al suo petto – più precisamente poggiate sul costato, dove lo stavano solleticando con carezze solo accennate –, lo scatto di quel corpo e lo sbuffo improvviso gli comunicarono quanto Wei WuXian fosse indispettito.Desideroso di potersi beare anche di quell’espressione, Lan WangJi si allontanò e sollevò lo sguardo. Intanto, con la sua mano impietosamente stretta sul fianco dell’altro, gli concesse di sollevarsi lentamente dalle sue gambe.«Uffa, Lan Zhan!! Fammi muovere, dai, ti prego—» si imbronciò Wei WuXian, agitandosi per l’ennesima volta in un tentativo futile e ben poco serio di sfuggire all’amante. Lan WangJi infatti non diede peso alle sue lamentele e restò immobile a scrutarlo, rispondendo ad una tale esuberanza con un’espressione che ai più sarebbe parsa come fredda e distaccata. «Per favore? È da— da quanto? Da ore che sono legato e tu vai avanti così piano e—»«Lo hai detto.» lo interruppe, allentando per un istante la presa dal suo fianco affinché Wei WuXian, le cui gambe esauste non potevano sostenerlo, ricadesse su di lui con uno smacco tra le loro carni, liberandosi in un gemito acuto che infranse il sereno silenzio delle montagne di Gusu. «”Ultimamente Lan Zhan dura così poco.”»«E ti ho chiesto scu— nh!!»Con il membro di Lan WangJi rovente e in profondità dentro di lui, e a seguito di una così piatta imitazione della sua voce ed intonazione, Wei WuXian aveva impiegato qualche attimo prima di riuscire a formulare una risposta accettabile, ma il più grande non gli concesse di concludere il suo discorso neppure questa seconda volta. Con labbra affamate ed un rombo basso e vibrante che si propagò dal suo petto come un tuono, Lan WangJi si appropriò della sua bocca.Mai si sarebbe stancato del sapore piccante ed unico, mai l’abbraccio e il calore di quell’antro avrebbero potuto stufarlo. Quasi con irruenza e foga se ne appropriò, e senza traccia di gentilezza si fece strada tra quelle dritte fila di denti bianchi, sfiorandoli con la propria lingua solo di passaggio. Con respiro regolare, forse solo appena affannato, si nutriva di quello erratico e pesante di Wei WuXian senza sosta, senza smettere di esserne avido. Un simile sentimento, tanto violento e tinto da una nota disperata che non lo aveva mai abbandonato da ben prima che perdesse Wei WuXian, tredici anni prima, si rifletteva non solo in quel bacio, ma in ogni suo singolo gesto: nella mano sinistra che si era appropriata della nuca dell’altro, accarezzandola e assieme spingendola affinché il più giovane non potesse fuggire da quel tocco neanche per un istante; nella mano destra che, nonostante si fosse mossa per strappare la sua benda dai polsi di Wei WuXian e dunque liberarlo, si era stretta proprio attorno ai medesimi polsi per bloccarli e costringerli in una morsa ben più sicura.E infine le spinte, inesorabili. Profonde e strazianti e lente – eppure perfette per entrambi.Non era necessario che il giovane glielo comunicasse a parole, Lan WangJi semplicemente sapeva che anche Wei WuXian adorava quelle attenzioni. Riconobbe nel tremito che gli scosse le membra il piacere, nella schiena che si inarcò con un’eleganza oscena la bramosia appagata di un corpo; comprese le frasi nascoste dietro quei versi soppressi mormorati contro le sue labbra, e non faticò ad interpretare le unghie delle mani finalmente libere che si conficcarono con crudeltà nella pelle delle sue spalle, graffiando fin quasi a ferirlo.Lan WangJi trattenne il respiro, un ennesimo ringhio a formarsi nel suo petto in segno di apprezzamento. Allo stesso tempo, la mano che precedentemente stringeva i fragili polsi si andò a poggiare sul fianco e lì, dove la carne era già segnata da lividi, impulsivamente rafforzò la sua presa; lo costrinse così più in basso, finché i loro corpi non furono uniti oltre ogni precedente, la virilità di Lan WangJi che non cessava di farsi spazio nel corpo dell’altro. Wei WuXian si contorse ed urlò nella bocca che ancora lo baciava, però non diminuì l’irruenza delle sue unghie e al contrario la aumentò, accompagnandola ad una stretta meschina e lasciva che mozzò il fiato del più grande. Con un ultimo morso particolarmente avido, Lan WangJi si separò da quelle labbra gonfie ed umide, tirandole fino all’ultimo attimo quasi non volesse abbandonarle.I capelli spettinati che disordinatamente ricadevano sulla fronte sudata, lo sguardo scuro e lucido, le guance arrossate e ancora segnate da qualche lacrima, e quella bocca bollente che si incurvava in un sorriso eloquente e infantile, seducente e pericoloso ben più di ogni demone o spirito: Lan WangJi non solo ne era rimasto intrappolato come da una stretta rete, ma invece di cercare una via di fuga si era lasciato avvolgere ed avvolgere, finché fuggire non era stata più un’opzione.Ma forse, in realtà, non lo era mai stata in partenza. «Lan Zhan…»La voce di Wei WuXian risuonò tremante e appena roca, flebile e dolce alle sue orecchie; sollevando lo sguardo dal fuoco che tingeva quelle labbra che si erano appena mosse, Lan WangJi concentrò la sua attenzione alla totalità di quel volto perfetto. Con reverenza e dolcezza completamente opposte alla prepotenza con cui lo costringeva ancora sul suo membro, l’abile suonatore di guqin fece scivolare la mano rimasta sulla nuca di Wei WuXian in avanti, a scostare una ciocca dietro un orecchio arrossato e ad accarezzare quella pelle calda e liscia. Per nulla dissimile da un felino, non appena le dita fresche di Lan WangJi sfiorarono la sua guancia, Wei WuXian vi si spinse contro, ricercando il tocco di quei polpastrelli con un’espressione come stordita dal troppo piacere.Lan WangJi restò a guardarlo, immobile e con il fiato sospeso, osservando rapito i movimenti delicati del partner mentre si beava di quelle carezze dolci ed innocenti, lasciando che quel palmo gli sorreggesse il volto e che quelle dita gli carezzassero fronte, tempie, naso, zigomi, guance, labbra. L’immagine impressa nelle chiare retine di Lan WangJi era tanto soffice da rendergli difficile il coniugarla con le loro carni unite, con le cosce spalancate attorno a lui, con l’odore di sesso che permeava la jingshi e con il freddo bagnato che scorreva in basso, sotto la sua virilità e ad inumidire le lenzuola sottostanti. Eppure quell’immagine era reale, tangibile, e il tepore di Wei WuXian dai polpastrelli si diffondeva in tutto il suo corpo, in ogni minima parte della sua essenza; e lo calmava, lo rassicurava, lo avvolgeva come un tenero quanto saldo abbraccio.Il volto di Lan WangJi si distese in un accenno di sorriso.«Wei Yin—»L’ultimo suono morì in gola, tramutandosi in un verso di sorpresa, in un sospiro vocale e in un lieve scatto. Wei WuXian si era parzialmente voltato verso la sua mano e, dissoluto nello sguardo con cui lo scrutò tra le folte ciglia scure, gli aveva inumidito un dito con la lingua. Con un sorriso depravato e carico di libidine, gli aveva leccato una singola falange dell’indice.L’incantesimo di delicatezza era spezzato, quella breve finestra di tranquillità e silenzio disturbato esclusivamente dai loro respiri regolari era stato infranto da quel singolo gesto. Deglutendo a vuoto e avvertendo con estrema chiarezza le sue orecchie farsi calde, la stretta di Lan WangJi attorno al fianco del partner si rafforzò nuovamente mentre l’espressione sul suo volto tornò a tirarsi concentrata.Allo stesso tempo, scivolando ancor di più sul suo corpo con un gemito per nulla soppresso, Wei WuXian lasciò scorrere le proprie mani da dietro le spalle di Lan WangJi fino al petto perfettamente scolpito, segnato oltre che da morsi e baci anche dall’orribile cicatrice di una bruciatura. Lan WangJi abbassò il capo, seguendo con lo sguardo le dita affusolate che, non più dedite al compito di rigargli la schiena di graffi profondi, delicate sfiorarono quella pelle deturpata, come desiderando di poter far svanire non solo la sensibile cute rialzata ma anche tutto il dolore che essa racchiudeva.Ben prima che Lan WangJi potesse reagire in alcun modo o che potesse comunicargli di non preoccuparsi, Wei WuXian sembrò giungere ad una analoga conclusione; con movimenti fluidi fece scivolare entrambi i palmi lungo il braccio disteso del partner, fino a raggiungere il polso vicino al proprio volto. Solo allora schiuse nuovamente le labbra, da cui umida fece capolino la lingua di un rosso acceso per assaggiare nuovamente la pelle di un polpastrello.Nonostante il suoi occhi avessero chiaramente assistito allo svolgersi lento della scena – l’oro delle iridi inghiottito da una notte profonda –, Lan WangJi non riuscì ad impedire il singhiozzo del suo respiro, il quale inevitabilmente si spezzò.Ovviamente, ciò incitò il partner.Con l’increspatura di quelle labbra seducenti che andò ad accentuarsi in un sorriso sempre più eloquente nei suoi intenti, Wei WuXian acquisì un maggiore controllo della mano di Lan WangJi e senza esitazione alcuna iniziò a cospargere di baci fugaci e silenziosi le lunghe dita; anche se dalle sue labbra non usciva alcun suono, alcuna parola, era evidente quanto adorasse quelle mani. Lan WangJi non glielo aveva mai domandato e Wei WuXian, da parte tua, non lo aveva mai ammesso, ma il più grande da tempo aveva fatto caso a quanto il compagno fosse debole nei confronti delle sue dita; spesso le rincorreva con lo sguardo e non solo, le ricercava, le catturava non appena ne aveva occasione. Quando lo sfioravano tremava, quando lo stringevano gemeva perché si facessero più insistenti.E se ne appropriava, portandosele alla nuca affinché gli afferrassero e strattonassero i capelli, al petto perché lo pizzicassero, tra le gambe per farle insinuare nel suo corpo accogliente.In quel frangente però la giuda di Wei WuXian era ben più decisa: dalla punta delle dita con una scia di baci scese lentamente in basso fino alla loro attaccatura che, fingendo timidezza, inumidì con la punta della lingua. Lan WangJi rabbrividì: oltre a mantenere lo sguardo sul partner sembrava non stesse neanche respirando, le pupille dilatate e fisse sul rosso di quelle labbra squisite. Labbra che ancora si schiusero, che ancora riversarono la loro dolcezza e la loro condanna su quella mano, abbassandosi ancora, ora sul palmo lievemente sudato; seguirono le pieghe della pelle, su e giù come cercando di creare un disegno, e Lan WangJi ancora restò immobile, l’ossigeno intrappolato nei suoi polmoni mentre Wei WuXian soffiava sulla pelle che aveva appena inumidito, guardandolo privo di vergogna. Quel silenzio disturbato dal lieve ed occasionale rumore scandaloso di quelle labbra che sbocciavano con ogni bacio ed ogni morso delicato era una tortura ben più crudele di quanto si fosse aspettato, e con un sospiro per nulla controllato – il sangue che ribolliva nelle sue vene e gli occhi che iniziavano a pungere, secchi perché non batteva le palpebre – Lan WangJi incrementò la sua stretta sul fianco di Wei WuXian e si spinse in alto.Un gemito, bollente contro il suo palmo. Un sorriso, il brillare dei denti bianchi quando quelle labbra si spalancarono, si tirarono, e la lingua risalì velocemente la pelle già inumidita fino ai polpastrelli, due dei quali furono bruscamente inghiottiti in quell’antro rovente e morbido. In un attimo, due falangi di indice e medio sparirono con un rumore indecente nella bocca di Wei WuXian.Il respiro di Lan WangJi riprese affannato e il suo membro non tradì l’interesse che quella vista risvegliò; vibrò nel corpo dell’altro, si indurì, il sangue che vi fluì lo scaldò in una nuova e violenta ondata di piacere. Un’ondata che non poté altro che aumentare la sua irruenza nel momento in cui Wei WuXian vi rispose inarcandosi, agitando i fianchi e miagolando confusamente il suo nome attorno all’indice e al medio mentre della saliva scendeva copiosa lungo il suo mento – e nessuno dei due se ne curava. Non Lan WangJi, che spinse le dita in basso sulla lingua che cercava di appagarle, né Wei WuXian che le accettò ben più in profondità e che impudico strinse le labbra e succhiò.Gli sorrise e lo graffiò con i denti.«…Sfacciato.» fu tutto ciò che Lan WangJi fu in grado di sibilare.Wei WuXian Inizialmente sembrò non ascoltarlo, probabilmente avvertendo il tremore della sua voce e scorgendovi con chiarezza quanto la situazione lo stesse condizionando, ma dopo aver abilmente passato la lingua tra indice e medio, con uno schiocco le lasciò andare.«Come siamo monotoni con gli insulti, Lan Zhan.» lo rimbeccò, sbuffando sull’attaccatura delle due dita zuppe, la cui lunghezza andò a poggiarsi per puro volere di Wei WuXian contro la sua guancia, bagnandola della sua stessa saliva. Lan WangJi inspirò seccamente: ebbe ben altri ricordi di fluidi densi e caldi che macchiavano quella pelle soffice e il partner ne apparve ben consapevole, muovendo appena il capo affinché le dita lo sporcassero ancor di più. Intanto, assicurandosi con una mano che quella del più grande restasse dove si trovava, Wei WuXian abbassò un braccio per far scorrere leggero il palmo lungo il petto tirato fino a raggiungere il ventre altrettanto muscoloso, sporco del suo sperma a causa della loro vicinanza. «E sono anche inutili, tanto lo so che ti piace.»Quelle ultime parole le marcò baciando nuovamente la mano di Lan WangJi, passando però alle dita che fino a quel momento aveva per lo più trascurato; in particolare, morse birichino la punta del mignolo, la leccò, la accolse in bocca.Lan WangJi restò in solenne silenzio ma, ovviamente, Wei WuXian avrebbe presto parlato al posto suo, la sua voce sempre un mormorio suadente ed assieme allegro, quasi squillante. Quella nota divertita e solare non abbandonava il giovane neanche quando i loro corpi erano uniti da ore, neanche quando con la sua mano scivolata in basso iniziava a cospargere il ventre dell’uomo con il seme del suo amplesso precedente. Lan WangJi considerò distrattamente che liberare i polsi di Wei WuXian dalla stretta del nastro fosse stata una scelta mal ponderata.«Lan Zhan, prima mi hai interrotto ben due volte senza neanche farmi finire un discorso! È un sacco scortese lo sai sì? E non si addice affatto ad uno come te.» sebbene il suo fosse un rimprovero, sul volto stravolto vi era esclusivamente divertimento e sfacciataggine. Il corpo di Lan WangJi fremette inaspettatamente e i suoi sensi anticiparono un pericolo imminente.«Mi stavo scusando, anche se stavo solamente scherzando. Lo so che sei forte, resistente…» a quelle parole accompagnò una lieve stretta, a cui seguì un verso a malapena soffocato. «…e che hai una stamina sovrannaturale. Ma Lan Zhan, Lan er gege—» lasciò la frase momentaneamente sospesa, così come nuovamente il respiro di Lan WangJi si bloccò. Ogni qualvolta lo chiamava a quel modo un fuoco inestinguibile animava il suo sangue, offuscando la sua ragione più di ogni altro complimento o commento osceno. Il suo bacino spinse verso l’alto, la mano strinse il fianco fino a sentirne le ossa scricchiolare.Wei WuXian socchiuse gli occhi e, sollevando la sua stessa mano sporca alle labbra, scansò le dita di Lan WangJi per leccar via il liquido biancastro dalle proprie.«Lan er gege…» ripeté mellifluo in un sussurro bagnato e roco, febbrile nel desiderio che racchiudeva. «…ora che mi sono scusato, perché non accontenti questo pover’uomo, mh? Non so più da quanto tempo mi stai prendendo eppure ancora non mi hai stretto tra le tue braccia, ancora non mi hai— nh, non mi hai riempito neanche una volta del tuo seme. Vuoi che resti insoddisfatto?»Leccandosi le labbra davanti all’espressione stoica di Lan WangJi, il cui respiro era bruscamente ripeso affannato, Wei WuXian sollevò entrambe le braccia e le poggiò dietro le spalle del partner, sporgendosi verso quel volto pallido per lasciargli fugacemente il proprio sapore sulla bocca.«Ho fame, Lan Zhan.»Ancora più audace, si avvicinò ad un lobo arrossato e lo morse delicatamente; lo tirò tra i denti, lo stuzzicò con la punta della lingua finché non divenne di qualche tonalità più scuro.«Riempimi. Non volevi un piccolo ered—»La conclusione di quella frase venne soffocata dal ringhio di Lan WangJi; l’uomo, i cui occhi dorati erano ormai completamente inghiottiti da un nero impenetrabile, in uno scatto dettato puramente dall’istinto e dalla passione che generalmente teneva a bada nel suo cuore, spinse il corpo di Wei WuXian indietro contro il materasso con una tale forza da farlo quasi rimbalzare. Mentre il compagno si riprendeva dalla situazione e si abbandonava a delle risa divertite e soddisfatte – seppur provate e spezzate dalla violenza con cui Lan WangJi si era fatto strada nel suo corpo con una spinta profonda e veloce –, il più grande si impossessò dei suoi polsi, costringendoli in alto tra le stringe disordinate di lunghi capelli neri. Come una cascata, alcune ciocche del medesimo colore ricaddero in avanti oltre le sue spalle, incorniciando ulteriormente il quadro perfetto che si stagliava sotto il suo sguardo.Un viso disinibito e disincantato, le cui labbra vermiglie risaltavano lucide e tenere su una pelle originariamente diafana, ora sporca e rossa; due occhi grandi e scuri, lucidi e ricolmi di lacrime prossime dall’essere versate; il collo snello ed elegante, pallido e marchiato da alcuni segni accesi i quali, senza interrompersi, scendevano fino al petto sudato che si abbassava ed alzava ad un ritmo frenetico; il ventre, in condizioni simili ma su cui spiccava la virilità tesa e di un rosso furioso, sulla cui punta scendeva pigramente del seme caldo; e infine più in basso ancora, tra le cosce vergognosamente spalancate, il fiore in cui i loro corpi erano uniti, tirato e zuppo e tremante attorno a lui.Lan WangJi era un coltivatore dotato di grande abilità e pazienza, di un ferreo autocontrollo e di maniere raffinate e controllate. Eppure, davanti a Wei WuXian che si mostrava a lui senza vergogna, davanti al corpo della persona che amava che non nascondeva in alcun modo la sua bramosia e che, al contrario, cercava di risvegliarla anche in lui con parole e gesti, persino la seconda giada della setta Lan cedeva.Si lasciava andare non solo al desiderio, ma all’ingordigia, all’avarizia, alla sete di possedere l’anima che scaldava quelle carni tentatrici.Lasciò andare i polsi di Wei WuXian e in un attimo abbandonò il tepore del suo corpo, mordendosi il labbro a causa del freddo che lo colpì. Individuò sorpresa e sgomento sui lineamenti del compagno, ma non gli diede occasione di dargli un nome a parole: afferrandogli un braccio lo strattonò e in un attimo la schiena di Wei WuXian fu sotto di lui, inarcata e squisita, schiacciata dalla mano di Lan WangJi all’altezza delle spalle che si premettero contro le lenzuola irrimediabilmente disordinate.«L—Lan Zhan—!?»Senza rispondergli, senza emettere alcun suono se non un respiro profondo e brusco dal naso, con l’altra mano gli afferrò la vita, sollevandola e allineandola all’altezza della propria. Immediatamente dopo, con un gesto definibile brusco, fece scivolare le dita ancora più in basso fino alle natiche che strinse e distanziò, esponendo l’entrata che al ritmo del cuore di Wei WuXian fremeva e costantemente si stringeva attorno al vuoto.Un vuoto che non mancò di colmare con un secco e veloce colpo di bacino, grazie al quale si riappropriò del calore avvolgente e inebriante del corpo dell’amante, il cui grido non fu offuscato da nulla e che dunque si propagò ben al di fuori delle sottili mura della jingshi, risuonando nella notte di Gusu. Da quel momento, Lan WangJi non mostrò alcuna pietà.Senza concedere all’altro alcun attimo per riprendere fiato e prepararsi all’assalto che il suo corpo stava per subire, conscio di quanto fossero compatibili e di quanto Wei WuXian lo desiderasse, Lan WangJi si abbandonò agli ordini della sua carne: chinandosi in avanti per sovrastare l’altro, iniziò fin da subito un ritmo veloce e impetuoso, in netto contrasto con la delicatezza e straziante lentezza a cui si era costretto nelle ore precedenti. Solo quando la sua lunghezza era quasi del tutto libera e esclusivamente la punta restava abbracciata dai muscoli dell’altro, allora Lan WangJi seppelliva nuovamente la sua virilità in profondità, cessando di respirare e di spingere esclusivamente quando i suoi testicoli si scontravano con la pelle bagnata del partner.E poi riprendeva, inesorabile, abbeverandosi dello spettacolo a lui sottostante. Eppure, anche quando immerso nel proprio desiderio più egoistico, Lan WangJi non cessava mai di adorare Wei WuXian; che si trattasse del suo corpo nella sua forma più erotica o del suo sorriso più genuino e delicato non vi era alcuna differenza. Così, come una carezza dolce del più giovane era sufficiente a scaldargli il petto e a fargli provare l’effettiva immortalità, così la perfezione dei muscoli tirati e stremati che si agitavano sotto la mano che premeva tra le sue scapole bastò affinché tutto ciò che non riguardasse Wei WuXian scomparisse dalla sua mente.Le regole della sua setta divennero irrilevanti, i suoi studi sulla meditazione inutili, la morale labile e indefinita; restò solo Wei WuXian.Un Wei WuXian che tra il ritmico suono dello smacco delle loro carni, e con mugolii e fremiti, accompagnava ogni singola spinta di Lan WangJi, ricercandolo disperatamente: con il proprio bacino sorretto a malapena da gambe sfinite e tremanti, con le mani che si agitavano sulle lenzuola stringendole e tirandole al punto di strapparle, e con lo sguardo umido, con le labbra che socchiuse non si curavano dei suoni che le abbandonavano né della saliva in eccesso che bagnava le coperte.Un Wei WuXian alla mercé di un godimento che esclusivamente lui poteva donargli.«P—piano, Lan Z—Zhan.» ansimò, producendo suoni sensati seppur frammentari e interrotti dalla forza di ogni spinta, che lo lasciava pericolosamente senza ossigeno nei polmoni. «Così non— Più piannnh!»Lan WangJi lo penetrò con più veemenza, più irruenza, e senza preavviso si abbassò e morse la spalla del partner sufficientemente in alto affinché alcuna veste avrebbe potuto nascondere il segno rosso che presto sarebbe sbocciato. Nonostante Wei WuXian fosse abituato alla spiccata predilezione di Lan WangJi per i morsi, la sensazione di essere divorato continuava chiaramente ad eccitarlo, e benché a parole avesse appena invitato il compagno a rallentare, al più grande non sfuggì la determinazione con cui si strinse attorno a lui e con cui si mosse indietro, incontrando la sua ennesima spinta a metà strada.Allo stesso modo in cui lui si perdeva nel calore dell’altro, così Wei WuXian si lasciava travolgere da Lan WangJi, dai suoi sentimenti più nobili fino ai più infimi e animaleschi, accomodando il corpo dell’amante in ogni modo e con ogni mezzo – i fluidi che copiosi colavano persino sulle sue cosce ne costituivano l’esempio più evidente ed erano in quel frangente accostati a sospiri, a scatti e tremiti incontrollabili.«Wei Ying.»Inumidendo la pelle che aveva appena ferito, Lan WangJi mormorò il suo nome più e più volte, risalendo alla nuca esposta, dove si soffermò con altri baci e morsi più o meno delicati, effimeri o persistenti. Il sapore pungente e piccante che colpì ripetutamente le sue papille gustative non lo solo non avrebbe mai potuto soddisfarlo, ma lo assuefava, e quella sua passione non più così nascosta per i morsi veniva sempre più incitata e ravvivata.Instancabile, con movimenti che divennero via via meno ampi ma più veloci e mirati, Lan WangJi assalì la prostata del compagno, risvegliando in lui gemiti e lamenti ben più rochi ed acuti. Ansimando con la guancia schiacciata contro le lenzuola e lo sguardo affogato nel desiderio riverso al nulla, Wei WuXian si agitò, si tese e inarcandosi cercò allo stesso tempo di sfuggire e di rincorrere il piacere che lo travolse.«Wei Ying…» ripeté ancora, questa volta spostandosi in prossimità dell’orecchio di Wei WuXian. Avvertì il corpo che sovrastava fremere e cedere ulteriormente sotto le sue spinte implacabili e sentì d’essere lui stesso vicino all’amplesso; i suoi muscoli tremavano straziati quanto quelli del più giovane, il suo respiro caldo e irregolare si mischiava a quello altrettanto spezzato dell’altro, e sotto la mano con cui dolcemente sorreggeva il ventre del giovane, percepì i muscoli spasmare e contrarsi accompagnando il rilascio continuo di liquido preseminale.Erano entrambi—«Lan— er… g—ege…»Sollevandosi debolmente sui gomiti e stringendo i pugni sulle lenzuola prossime dallo strapparsi, Wei WuXian soffiò il nome di Lan WangJi sulle sue labbra, voltandosi quel tanto che bastò perché i loro sguardi potessero incontrarsi. Fu sufficiente quell’ istante, un brevissimo istante, affinché il corpo di Lan WangJi arrestasse completamente i suoi movimenti e lo sorreggesse con più sicurezza con la mano sul ventre, restando immobile totalmente sommerso nel calore del partner.Senza la frenetica attività fisica a privarlo dell’ossigeno per parlare, Wei WuXian riuscì a ricomporsi e, dopo essersi leccato le labbra gonfie di baci e morsi che lui stesso si era dato in rari momenti di riservatezza, si preparò a parlare.Lan WangJi capì subito, ben prima che le parole di Wei WuXian raggiungessero il suo udito, di aver commesso un errore nel fermare il proprio bacino.«Di più.»Un semplice sussurro, quasi lapidario. Un soffio tenue e soave, due parole brevi e concise che nella loro delicatezza riuscirono a scuoterlo e a sopraffarlo, lasciandolo senza respiro e con il cuore immobile nel petto.«Lan Zhan…»Ancora il suo nome; due iridi sottili inghiottite dal nero che lo fissavano, due occhi lucidi che, incorniciati dalle nere ciglia, avevano versato lacrime lungo le guance arrossate. E quelle labbra che seppur distrutte accennavano un sorriso meschino e spavaldo.«…Di più.»Accadde tutto in un attimo, con una tale velocità che Lan WangJi stesso faticò a ricordare i suoi gesti: nei suoi ricordi, impressa nei suoi sensi come un marchio a fuoco sulla pelle, vi era solamente l’immagine fugace di Wei WuXian che si abbandonava ad una risata un istante prima che questa gli venisse strappata via dal petto in un grido. Poi, una mano salda tra le setose ciocche nere che le strattonava con aggressività all’indietro, l’altra che correva alla bocca spalancata per soffocare urla e respiro. Infine, sotto il suo sguardo attento, la schiena muscolosa che si incurvava deliziosamente, costretta in quella posizione dalle mani violente e dal sopruso del bacino su cui le natiche premevano dolorosamente.Così, Lan WangJi riprese a muoversi con rinnovato vigore.E con abbandono, con una apparente vulnerabilità che stimolò ulteriormente Lan WangJi nel suo folle desiderio, Wei WuXian accettò tutto – ma non solo: nonostante la mano sinistra che avvolgeva i suoi capelli e li tirava, forzandolo all’indietro al punto che neppure con le braccia tese in avanti riusciva a toccare se non occasionalmente il materasso, e nonostante il suo respiro fosse spezzato e soppresso dal palmo sinistro dell’altro – che con insistenza gli proibiva di dar libero sfogo alla sua voce –, Wei WuXian ricambiò ogni movimento e, non soddisfatto, iniziò persino a leccarlo privo di qualsivoglia inibizione.Con quella lingua ardente che lo accarezzava confusamente senza un piano preciso, Lan WangJi perse ulteriormente il controllo, ma anche in quello stato in cui la sua mente era tanto offuscata quanto distratta, Wei WuXian aveva priorità su tutto. Così, ben consapevole di quanto il compagno fosse sensibile in bocca e di come adorasse le sue dita, ne introdusse due tra quelle labbra e le mosse senza cura sulla lingua bagnata e scottante di Wei WuXian; la stretta e il tremore e il miagolio di risposta costituirono l’ennesima scarica, la spinta finale di cui aveva bisogno.Strattonò per un ultima volta i capelli corvini e mentre si prodigava in un colpo di bacino particolarmente irruento ma preciso nel suo affondo, portò la mano ormai libera dalle ciocche alla gola di Wei WuXian – attorno alla quale si strinse possessiva, spengendo assieme alle dita ancora nella sua bocca un grido altrimenti ben più acuto e prolungato. E sempre nello stesso momento, proprio mentre la voce di Wei WuXian risuonava in tutta la sua passione nelle sue orecchie, mentre Wei WuXian sollevò entrambe le mani per stringere e graffiare all’avambraccio di Lan WangJi, questi lo sollevò finché la schiena sudata non toccò il suo petto, finché non poté sporgere il volto oltre la spalla dell’altro e mormorare il suo nome al suo orecchio.«Wei— Ying.»Così lo portò l’amplesso.Il corpo di Wei WuXian venne colto da uno spasmo e si libererò del poco seme rimastogli sulle lenzuola sporche in un fremito prolungato, con la gola che lavorava a vuoto sotto il palmo della mano grande dell’altro e con le labbra spalancate così come gli occhi, fissi in avanti senza che riuscissero a mettere nulla a fuoco. Le gambe, tremanti e stanche nonostante gran parte del suo peso fosse sostenuto dall’altro, non poterono più sorreggerlo, e come spento ondeggiò fino a collassare completamente contro il petto del compagno. Le mani, le cui unghie erano dolorosamente affondate nella carne del braccio di Lan WangJi, abbandonarono la loro presa e si lasciarono cadere in basso, lungo i suoi fianchi che ancora, come per istinto, continuavano a spingersi all’indietro. Infine vi era il capo, gettato sulla spalla di Lan WangJi, violato dalle dita lunghe che persistevano tra le sue labbra le quali, impossibilitate a chiudersi, non potevano catturare la saliva che bagnava il suo mento.Lan WangJi, con il fiato mozzato, fece scivolare entrambe le mani in basso sul corpo dell’amante, una sulla vita e l’altra sul petto che esausto si abbassava ed alzava con ampi movimenti. Era sua intenzione lasciarlo riposare – benché il proprio corpo gridasse di concedersi quelle ultime spinte necessarie affinché anche lui potesse raggiungere l’orgasmo –, ma come se Wei WuXian avesse letto le sue intenzioni, una mano risalì lentamente fino alla guancia di Lan WangJi, accarezzandola con dolcezza.«Lan Zhan.»Un filo di voce roca ed un soffio leggero contro il suo collo.Senza neppur il tempo di poter serrare labbra e denti per sopprimere un verso inaspettato, Lan WangJi rilasciò il proprio seme in Wei WuXian con forza incontrollabile, affaticando ulteriormente le membra ancora troppo sensibili del partner che, infatti, si fece sfuggire un basso lamento. Sopraffatto dal piacere e con vista offuscata, riuscì fortunatamente a non cadere né in avanti né all’indietro, continuando a sorreggere entrambi; solo qualche secondo più tardi, ancora avvolto da quel calore che egoisticamente non voleva abbandonare, si adagiò in avanti e accompagnò con sé Wei WuXian, sistemandolo sulle lenzuola affinché almeno le spalle riposassero. Per via dei corpi ancora uniti, gambe e schiena invece dovettero ancora supportarlo, ma il giovane apparve del tutto disinibito al riguardo: con occhi chiusi e membra abbandonate non aveva nemmeno la forza di lamentarsi o di cercare di abbassare l’inguine, lasciando a Lan WangJi ogni decisione.Temendo di essere stato eccessivamente brusco e mordendosi il labbro iniziò lentamente ad indietreggiare, una mano delicata a sfiorargli una natica e l’altra a sorreggere Wei WuXian sul ventre. Proprio mentre assorto si perdeva momentaneamente nella vista di se stesso che lasciava quel tepore morbido, accompagnato da rivoli bianchi e densi che cominciavano a scendere lungo le cosce tese, la mano sullo stomaco venne abbracciata dal calore di un altro palmo. Wei WuXian, con un sorriso carico di malizia a increspare le proprie labbra, aveva con le poche forze rimastogli sollevato la mano verso il proprio corpo, premendo.«Mnh— Lan Zhan…»Lan WangJi restò immobile, in attesa.«…Verranno almeno tre… tre gemellini.»…«Tu—!!»Mentre Wei WuXian ridacchiava divertito fin troppo consapevole dell’effetto delle sue parole, Lan WangJi avvertì con estrema chiarezza le sue orecchie farsi bollenti non solo a causa dell’imbarazzo. Serrando le labbra e chiudendo gli occhi, inspirando ed espirando a fondo nel tentativo di riacquistare il controllo, riprese ad allontanarsi con lentezza nella speranza di non cadere vittima del gioco del partner.Anche senza poter vedere però, mantenere la calma fu arduo. L’odore di sesso permeava la jingshi ben più di prima e la mano di Wei WuXian rimaneva salda a spingere insistentemente contro la sua, impedendogli di separarsi dal ventre caldo, e i suoi inevitabili fremiti e sospiri si mescolavano in una pericolosa armonia con il rumore flebile ma ben presente di bagnato.Era un suono sporco, volgare, ma era il segno e la prova della loro unione, era la dimostrazione – tra tante, numerose ed infinite – che Wei WuXian lo amasse.Ed era la testimonianza della sua bramosia, del desiderio incontrollabile di averlo e marchiarlo ovunque, alla stregua di una bestia.Con un ringhio dal profondo del petto mentre liberava infine l’estremità della sua virilità, Lan WangJi riaprì gli occhi e, malgrado le sue pupille immediatamente si dilatarono alla vista che Wei WuXian offrì, si premurò di farlo distendere voltandolo di schiena e poi coprendolo il più ordinatamente possibile con una delle coperte. Prima però che potesse rivestirsi ed alzarsi per andare a preparare un caldo bagno per il partner, Wei WuXian si destò definitivamente dal torpore che lo aveva assopito e tendendo le braccia in avanti cercò di afferrare Lan WangJi – che fosse per i capelli o per le braccia o spalle, non gli importava.«Lan Zhaaan.»«Mh.»Tornando a sovrastarlo, sorreggendosi con un braccio ai lati del corpo del giovane, si avvicinò quel poco necessario affinché Wei WuXian potesse cingergli il collo con le mani, intrecciando e facendo calare in avanti numerose ciocche scure.«Non vorrai mica lasciarmi qui da solo al freddo?»«Devo preparare il bagno.»Wei WuXian gonfiò le guance e nascose il proprio divertimento dietro un finto broncio. Nonostante fosse chiaramente esausto e con le palpebre pesanti dal sonno, l’animo giovale non lo abbandonava mai.«Non voglio farlo.»«Sei sporco.»«Mmmh.» Wei WuXian rifletté per qualche istante, accentuando l’espressione per apparire immerso in profondi e difficili pensieri. Dopo un po’, come illuminandosi, proseguì. «Solo se Hanguang-Jun mi lava. Anzi! Solo se lo facciamo assieme.»Lan WangJi considerò brevemente la proposta ma, chiudendo solennemente gli occhi, scosse il capo con eleganza. «Non possiamo rompere l’ennesima vasca.»«Ehi, non sono stato io a romperle!»Quell’affermazione non avrebbe potuto negarla, ma non aveva alcun desiderio di ammettere la realtà così facilmente. Così, in parte anche per distrarre Wei WuXian, portò la mano libera al suo volto, accarezzandolo con una tale reverenza che qualsiasi oscenità pronta sulle labbra dell’amante venne spazzata via, lasciando il posto solo ad un lieve e tenero sorriso.Il petto di Lan WangJi si scaldò e le successive parole furono un sussurro, una brezza leggera:«Torno subito. Tu riposa.»Wei WuXian naturalmente provò a protestare, ma finalmente la stanchezza vinse sui suoi capricci: con uno sbadiglio che non si premurò di nascondere dietro la mano, borbottò un “va bene” e lasciò andare Lan WangJi. L’attimo dopo, i suoi occhi erano già chiusi e il suo respiro lento e regolare.Scostandogli una ciocca di capelli dalla fronte ancora imperlata da sudore, Lan WangJi si chinò per lasciarvi un soffice bacio, sorridendo al volto disteso della persona che amava.
