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Dazai non si era mai tolto le bende, almeno non in presenza di qualcun altro.Però, per quella loro ultima volta, avrebbe fatto un'eccezione.La vasca era piena al punto giusto, l'acqua calda al punto giusto, e vi si immerse senza preoccuparsi di togliersi i vestiti. L'unica cosa a cui fece attenzione fu il cellulare, al sicuro fuori dall'acqua; presto gli sarebbe servito.Compose un numero. Le dita bagnate lasciavano sulla superficie dell'apparecchio piccole gocce d'acqua che si depositavano sui numeri che aveva premuto.Portò il telefono all'orecchio e attese pazientemente che dall'altra parte qualcuno a lui immensamente caro rispondesse; dopo due squilli la chiamata fu accettata.Fu uno scambio di parole molto breve che si concluse con un "a tra poco".La voce di Dazai tremava dall'emozione. Ancora poco tempo, e tutto sarebbe finalmente finito. Quella vita che non era stata in grado di dargli quello che aveva cercato per ventidue anni finalmente si sarebbe conclusa.Ripose il telefono e si rilassò, appoggiando la schiena al bordo della vasca, poi chiuse gli occhi, sospirando.Rimase immobile in silenzio per non più di due minuti. Poi sorrise, specchiandosi nell'acqua cristallina della vasca."È ora di prepararmi. Tra poco sarà qui."Aveva previsto tutto e tutto sarebbe andato secondo i suoi piani, come sempre.Prese una lametta e se la passò sulle dita, giocandoci.Quei tagli superficiali non gli facevano male. Neanche recidere la pelle all'altezza dei polsi fece troppo male. Prima il destro, e poi il sinistro.L'acqua si tingeva velocemente del rosso del suo sangue. Dazai ad alta voce cominciò un conto alla rovescia partendo da 10,9, 8, 7, 6, 5, 4, 3.Sentì la porta del piccolo appartamento aprirsi e la voce di Odasaku chiamarlo.2. I passi pesanti dell'amico che si avvicinavano al bagno.1.La porta del bagno che si apriva e lui che lo accoglieva con un sorriso. L'espressione solitamente impassibile di Odasaku incrinata dalla preoccupazione e dalla paura di perderlo.0.Sentì le sue mani afferrargli i polsi e portarli fuori dall'acqua, tentando di bloccare la fuoriuscita di sangue.Era andato tutto secondo il piano.Dazai gli sorrise, come a volerlo tranquillizzare. Stava morendo, andava tutto bene e non faceva neanche male, ma gli mancava ancora una cosa perché potesse concludere quella vita in maniera perfetta.Si avvicinò al suo volto, chiuse gli occhi e posò le labbra contro le sue in un bacio veloce, senza alcuna pretesa. Almeno per adesso."Prendimi, Odasaku. Qui. Adesso. Prima che sia troppo tardi"Il ragazzo lo guardò per alcuni istanti prima di decidersi a lasciargli i polsi, e sollevando una mano andò ad accarezzargli il viso.Erano ancora vicini, sentiva il respiro caldo di Dazai contro la propria pelle.Annuì debolmente, gli prese il volto tra le mani e riprese a baciarlo da dove si erano interrotti. Man mano che andavano avanti le loro labbra si schiudevano e le lingue si intrecciavano, accarezzandosi languidamente, con lentezza, fino a quando non furono costretti a separarsi per prendere fiato.Odasaku ora si trovava carponi nella vasca da bagno.Gli sfuggì un verso roco non appena Dazai cominciò a massaggiare la sua erezione, già liberata dall'ingombro dei pantaloni e dei boxer.Non si era reso conto di nulla.Tornarono a baciarsi, il ritmo ora sempre più incalzante che veniva interrotto da morsi decisi e flebili gemiti da parte di entrambi.Finalmente Odasaku lo aveva spogliato degli indumenti inferiori e aveva iniziato a prepararlo.Sentirlo dentro di sé lo fece rabbrividire. Per quanto tempo aveva atteso quel momento? Ma ora voleva di più, non potevano fermarsi proprio in quel momento.Un ultimo bacio, sfuggevole questa volta, e le loro labbra si separarono.Si sentì afferrare per i fianchi.Dazai chiuse gli occhi e gettò le braccia attorno al collo dell'altro.Pochi istanti e si ritrovò a gettare la testa indietro con un sospiro compiaciuto, soddisfatto, il corpo che vibrava dal piacere.Non aveva fatto male."Odasaku!"Gemette alla prima spinta, tirandogli una ciocca di capelli, bagnandoli e rendendoli ancora più scompigliati di quanto non fossero già normalmente.Incitato da quei gesti il ragazzo affondò nuovamente dentro di lui.Dazai era bollente e sentire i suoi muscoli contrarsi ogni volta che entrava completamente dentro di lui non lo invogliava certo a smettere, così come il tono con cui lo chiamava, e come lo incitava a dargli di più spingendosi contro di lui con il bacino; allora gli affondi si fecero più rapidi, mentre i loro sospiri si mischiavano sulle loro bocche e le loro labbra si scontravano.Nessuna delle sue espressioni sfuggì agli occhi cerulei di Odasaku.Ma quello Dazai lo sapeva, lo aveva previsto, ed era certo che così facendo l'ultima cosa che avrebbe sentito uscire da quelle labbra che tanto amava, e di cui aveva fatto a meno per tanto tempo, sarebbero state le parole più dolci che avrebbe mai potuto udire.Odasaku si lasciò andare con un gemito roco, e Dazai insieme a lui.Ancora una volta gettò indietro la testa, e sentendosi riempire del suo seme caldo gli tirò i capelli con le ultime forze che aveva in corpo.Ancora pochi secondi e sarebbe morto."Ti amo Dazai”
-Ti amo, Odasaku!Ansimò Dazai con un sorriso compiaciuto, la mano ancora chiusa intorno al proprio membro, sporca del suo sperma che aveva iniziato inesorabilmente a mischiarsi con il sangue che usciva ancora copioso dai suoi polsi.La vasca non era più piena d'acqua, e Odasaku non era lì con lui.Non c'era mai stato.Era morto da quattro anni, dopotutto.La realtà faceva male, le ferite che si era inferto erano vere e anche loro facevano male.Era la morte peggiore che avesse mai potuto escogitare, era terribilmente ed inutilmente dolorosa, ma era la morte che meritava uno come lui che, per ventidue anni, aveva convissuto incessantemente con il desiderio di farla finita una volta per tutte.
