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La cosa peggiore è il modo in cui Mic continua a starnazzare.“Se non hai niente di utile da dire puoi anche andartene,” dice Shouta, forse un po’ più acido di quanto vorrebbe, mentre lotta con i ganci del cravattino, che non vogliono proprio saperne di collaborare.Midnight aveva insistito per portarli a fare shopping e poi aveva avuto un aneurisma quando Shouta era andato alla cassa e ci aveva sbattuto sopra un papillon finto. “Cosa sei, uno studente?!” aveva strillato, cercando di strapparglielo dalle mani, ma Shouta non aveva intenzione di sprecare un secondo più del necessario per prepararsi a questa pagliacciata.Per fortuna Mic li aveva raggiunti alla cassa con una giacca brillantinata in mano e un sorriso orgoglioso in faccia, e Midnight aveva dovuto scegliere l’emergenza più urgente.Mic ha esaurito la sua utilità quando è piombato in camera sua per aiutarlo, che a quanto pare significa giudicare rumorosamente ogni singolo indumento che indossa e poi fargli seimila foto lanciando versi incomprensibili.“Non capisci, Eraser, sei adorabile,” dice, toccandosi il petto come una mamma orgogliosa. Ha veramente le lacrime agli angoli degli occhi, anche se sospetta sia più ilarità che commozione. “Il mio bambino è cresciuto e va al suo primo gala!”Shouta torna allo specchio a combattere con il cravattino, lanciandosi da solo uno sguardo sofferente. Se avesse la sua arma al collo ci sprofonderebbe dentro volentieri, ma ha solo un colletto troppo stretto e una ridicola striscia di stoffa scadente che non vuole allacciarsi a dovere, per cui può solo stringere le labbra e pregare che la serata finisca presto.È già durata troppo per i suoi gusti, anche se deve ancora iniziare.La clip del cravattino sembra avere pietà di lui e finalmente si lascia agganciare, lasciandolo libero di passare ad altro. Di lisciarsi i capelli all’indietro non se ne parla - con la dannata conferenza ha già dato per almeno cinque anni, richiedeteglielo quando qualcun altro sarà in pericolo di vita - perciò si punta qualche ciocca dietro la testa, giusto il minimo per rendersi presentabile, poi aggiusta il colletto e si infila la giacca e si volta verso il suo amico.“Andiamo?”“Sicuro che non vuoi che ti trucchi nemmeno un pochin-”Shouta prende portafoglio e cellulare e se ne va. Mic si affretta a seguirlo con un verso indignato.“Ti ricordi che sono io a guidare, sì?”“Posso sempre rubarti la macchina.”“Non so perché sei tanto acido,” sbuffa Mic, “è soltanto un gala. Una festa! Senza paparazzi e con cibo e alcol gratis, devi solo resistere mezz’ora per tutti i discorsi e poi puoi anche collassare sul primo divano che trovi.”Shouta sospira, infilandosi le mani in tasca per non mettersi subito a combattere con il colletto. Un minuto che è uscito e già non ne può più. “Ho già cibo e alcol,” gli fa notare. “A casa, insieme a un divano dove posso collassare senza dovermi vestire da pinguino.”Mic gli dà una pacca sulla spalla, ammiccando per qualche motivo. “Non ti preoccupare, stai benissimo.”“Per quale motivo mi dovrei preoccupare?”“Non lo so, dico solo che sicuramente farai colpo questa sera,” insiste, con un sorriso un po’ troppo furbo, entrando in macchina. Shouta lo segue sempre più confuso.“Su chi dovrei fare colpo?” chiede, poi un presentimento lo fa sbiancare. “C’è anche Joke?”“Chi? No, perché dovrei -”“Sei tu che hai detto - lascia perdere,” mormora, e per una volta Mic lascia perdere per davvero, lanciandogli soltanto un’occhiata di sbieco prima di mettersi a giocare con la radio e partire. Lascia persino la stazione scelta a volume umano, e Shouta ci mette più o meno trenta secondi prima di iniziare a sonnecchiare con la testa contro il finestrino.Purtroppo dieci minuti dopo sente l'indice aguzzo di Mic che lo pungola senza pietà, e apre un occhio brontolando. Le luci del palazzo e di tutti i flash dei paparazzi assiepati all'ingresso lo accecano immediatamente. “Ricordami perché non posso tornare a casa,” dice, stanco, prendendosi i palmi delle mani sugli occhi.“Perché il preside ti ha detto di portare la classe in gita e tu hai detto ‘neanche morto’ e l’alternativa era rappresentare la scuola stasera.”“Ugh,” dice Shouta, poi si trascina fuori dalla macchina.Entrare è un affare abbastanza rapido e indolore, perché i paparazzi hanno pesci più grossi da fotografare - nonostante le proteste di Mic che lui è una celebrità, grazie tante - e perché così conciati sono praticamente irriconoscibili, Hizashi con i capelli sciolti e abbassati, Shouta con… addosso qualcosa che non è la divisa o un pigiama. I problemi iniziano una volta dentro, perché Mic incontra subito qualcuno che conosce e deve assolutamente fermarsi a parlare. Considerando che l’alternativa è andare avanti da solo e socializzare, Shouta è più che contento di restare a fare da carta da parati mentre Mic socializza abbastanza per tutti e due, anche se così è nel mezzo del via vai di gente e c’è sempre il rischio di incontri indesiderati.(Tipo Ms Joke. Mic non sembrava abbastanza convinto, prima.)Shouta sta scivolando lentamente in disparte quando alza gli occhi e vede la seconda persona peggiore che poteva incontrare a questa serata.Una persona che non può neanche ignorare, perché è All Might.L’indicazione ‘cravatta nera’ non deve valere, quando sei il Simbolo della Pace, perché quello di All Might non è decisamente uno smoking regolamentare. Lui non sembra un pinguino, con il suo completo blu scuro che sembra quasi scintillare quando la luce lo colpisce nella maniera giusta, la stoffa che gli cade addosso perfettamente, mettendo in mostra le spalle ampie e le gambe lunghissime. Al collo porta un papillon rosso scuro, vero e un po’ storto, che spicca come un fiore contro la sua camicia candida, e Shouta sente irrazionalmente il rimpianto di non aver mai imparato ad annodare un cravattino, perché le dita gli formicolano dalla voglia di aggiustare quello di All Might.Per questo infila le mani in tasca e tenta di nascondersi dietro una pianta.Non serve a niente, purtroppo, perché Mic attira già abbastanza l’attenzione normalmente e ora è in mezzo alla strada, per cui All Might lo nota immediatamente e si avvicina a passi lunghi con un sorriso sollevato.Shouta ha un piccolo sprazzo di ottimismo in cui spera che Mic molli i suoi amici e lo porti via subito, ma è giusto mezzo secondo prima che il traditore noti All Might e inizi a sbracciarsi per salutarlo.Tutta la sala si volta a guardarli, e Shouta cerca di fondersi con il muro.Questa serata finirà sempre troppo tardi.“Yamada-kun!” dice, un filo trafelato, e da vicino brilla tutto - completo, capelli, sorriso. Fa quasi male guardarlo. “È bello trovare una faccia conosciuta, finalmente.”Mic ride, mentre i suoi conoscenti si disperdono lentamente, come storditi dall’apparizione improvvisa. “Scommetto che conosci anche i camerieri, qua dentro.”All Might abbassa il capo, toccandosi il collo imbarazzato. “Pochi amici in giro, però.”“Aaw,” dice Mic, dandogli un pugnetto al braccio. Qualche passante lo guarda scandalizzato e Shouta rischia di scoppiare a ridere. “Non ti preoccupare, ci pensiamo noi a te.”“Voi? Oh, è vero, sei insieme ad Aizawa? Non l’ho visto in giro -”Shouta sospira ed emerge da dietro alla sua pianta, visto che ha poco senso continuare a nascondersi. “Ehi.”All Might lo vede a metà di uno sguardo panoramico della sala e… s’inceppa, non c’è altro modo per definirlo. Resta bloccato come un video messo in pausa a tradimento, sorriso distratto congelato in viso e la mano che stava spostando dal collo sospesa a mezz’aria, solo gli occhi si allargano sempre di più.Shouta si avvicina, quasi allarmato, finché non deve piegare il capo all’indietro per studiarlo bene in faccia. “Tutto bene?”All Might diventa scarlatto, poi si strozza e finisce piegato in due dai colpi di tosse. Shouta si guarda intorno un po’ terrorizzato, mentre gli dà qualche colpetto incerto alla schiena, ma Mic si sta pisciando addosso dalle risate ed è completamente inutile, e tutti i presenti nel raggio di dieci metri lo stanno guardando come se avesse personalmente attentato alla vita dell’ex Eroe numero uno.“Aizawa-kun,” rantola All Might, raddrizzandosi tutto impacciato e tentando di schiarirsi la voce. Da quando ha smesso di trasformarsi ha smesso anche di sputare sangue a caso, quindi il suo completo è intonso - grazie al cielo, non osa nemmeno immaginare il panico altrimenti - ma è ancora rosso in viso e non riesce a guardarlo in faccia, gli occhi che saettano da lui al muro e ritorno in una maniera quasi ansiosa.Shouta non ha la minima idea di cosa stia succedendo.“Ti serve qualcosa da bere?” prova, ma All Might inizia a gesticolare di no energicamente.“No no, è solo - l’aria condizionata, sai com’è,” farfuglia, senza rassicurare affatto Shouta, poi si schiarisce la gola di nuovo e tenta un sorriso. “Aizawa-kun, stai - sei… molto, ehm, bene. Così.”Shouta si guarda addosso. “Non è che avessi molta scelta.”“È un gioiellino quando si ricorda cos’è una spazzola, eh?” sbotta Mic, abbracciandogli le spalle, e Shouta sussulta perché si era onestamente dimenticato che fosse lì. “Ma anche tu All Might non sei da buttare via! Vero, Eraser?”“Perché lo chiedi a me?”All Might scoppia a ridere, un po’ troppo forte e acuto. “Grazie ma, uh, scusate, ho visto… qualcuno, devo andare,” dice, e poi fugge.Lo vedono girarsi sette volte prima di finire contro un cameriere, e mentre i due iniziano una gara a chi può inchinarsi più a fondo per chiedere scusa, Mic si gira verso di lui con un sorriso che non promette nulla di buono.“Te l’avevo detto che avresti fatto colpo.”Shouta si scrolla il suo braccio di dosso e inizia a farsi strada tra la folla. “Mi avevi promesso dell’alcol,” dice, invece di rispondere, e ignora la risatina con cui Mic lo segue.Ha davvero bisogno di bere qualcosa.Per qualche motivo, ora ha la faccia in fiamme.
