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Re Mida

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I“Tu sei un re Mida, Kageyama.”“Un che?”“Un re Mida: tutto quello che tocchi diventa oro, ma sei destinato a rimanere da solo.”Hoshiumi aveva commentato, quando avevano visto sul ciglio del loro spogliatoio Atsumu e Hinata baciarsi verso la fine del corridoio, accanto la porta del loro spogliatoio.Quel breve scambio di frasi era stato distruttivo per Kageyama. Erano rimaste in lui come una cicatrice, profonda e bruciante, perché in quell’anno e mezzo Kageyama non aveva avuto altro che la certezza di quanto quelle parole fossero vere: Hoshiumi gli aveva messo davanti la verità nuda e cruda. E deve ancora capire se lo odia o se lo ammira per questo.Quanti plausi ha raccolto nella pallavolo, quanti obiettivi è riuscito a raggiungere, eppure è riuscito a farsi scappare dalle dita l’unica persona che abbia mai realmente amato.Perché per anni non ci ha dato peso, è andato avanti nella vita, ma Hinata Shoyo è stato il suo amore adolescenziale e della prima giovinezza. E quello che rende l’oro più asfissiante è che forse per un momento anche per Hinata è stato lo stesso – perché Kageyama non sa spiegarsi in un’altra chiave certi tocchi e certe attenzioni che gli ha riservato il rosso quando si sono rincontrati i Giappone, durante quel torneo in cui si sono sfidati con maglie opposte, una nera, una bianca. Quel torneo alla cui fine Hinata ha deciso di voltare pagina con quel pallone gonfiato di Atsumu Miya. E Kageyama li ha osservati, soprattutto quando giocavano tutti insieme per la Nazionale: Atsumu guarda Hinata come se fosse un gioiello. Kageyama pensa che tuttavia il rosso si meriti qualcuno che lo guardi e lo ami in quel modo – perché ne è certo che lui non l’avrebbe fatto, troppo preso ad amare se stesso.Perché è per amor proprio se durante quella stagione Kageyama ha ignorato ogni segnale di Hinata. O forse… è meglio chiamarla paura? Paura di dover affrontare, vivere nelle viscere l’emozioni, l’attesa, il desiderio di un sogno macerato negli anni; paura di contemplare la possibilità di una relazione naufragata con una persona così importante; paura di dover spiegare agli amici, alla famiglia, ai colleghi e sentire ipotetici commenti fuori luogo.Il treno è sfrecciato a tutta velocità, e lui è rimasto sulla banchina a guardare. Forse aspettando un altro treno, forse sperando che quello partito ritorni indietro, ma pur sempre circondato dal suo inutile oro.*Quando mette piede in Italia, lo fa essenzialmente per scappare da se stesso.La proposta di giocare per l’Ali Roma è arrivata poco prima che scadesse il suo contratto con gli Adlers, e Kageyama non si è sentito di rifiutare. D’altronde, è giovane, ha tanta carriera d’avanti e l’Ali Roma è una squadra abbastanza forte per farlo per farlo brillare. O per far brillare la sua corona, come direbbe qualcun altro, ma velocemente scaccia via il pensiero.A Roma non conosce nessuno, non sa un’acca di Italiano e si stupisce di quanto il pensiero sia confortante: è solamente se stesso, con una valigia in mano mentre cerca un civico e impreca per una buca nel marciapiede che lo ha quasi fatto cadere.Se stesso senza nessun fantasma del passato.Il civico lo trova e rilegge su un foglietto di carta il cognome della sua coinquilina. Suona e si dirige verso l’ascensore, ma presto capisce che quelle sei lettere scritte sulla porta significano che è guasto e si incolla il trolley per le scale. Si chiede per quale motivo non abbia contemplato un appartamento al primo piano, ma alla fine raggiunge il quarto solo con un leggero affanno.Preme sul campanello ed attende. Un’ansia che ha la stessa forma di un fuoco d’artificio gli scoppietta dentro il petto.La porta si schiude con lentezza, per aprirsi con più velocità come la sua coinquilina lo riconosce – ci sono abbastanza foto di lui su internet prima con la maglietta della nazionale, poi degli Adlers, e poi di nuovo della nazionale. Nonostante questo, è un primo incontro a tutti gli effetti. Kageyama è un attimo interdetto su cosa dire e fare, perché è impegnato a guardare il primo volto amico della sua nuova vita: ha gli occhi castani e grandi, forse indossa del mascara; anche i capelli sono castani, ma di un castano molto chiaro, e non troppo lunghi. Ha un volto dolce – Tobio si stupisce di aver pensato ad un aggettivo del genere – e ha il labbro inferiore più carnoso di quello superiore.Gli pone una mano, titubante, e da lì capisce che sta tentando di presentarsi. Istintivamente si china mentre la sente pronunciare in inglese:“Talia. Mi puoi chiamare per nome.”“Kageyama Tobio.”Risponde, risalendo dall’inchino. Talia gli sorride appena e facendogli spazio col corpo per farlo entrare gli chiede qualcos’altro che lui non capisce.E Kageyama avrebbe dovuto studiare di più la lingua britannica, si dice tutto insieme, come realizza che Talia sta attendendo una risposta. Può ricavare la domanda dal contesto e pensando velocemente risponde:“Il viaggio è stato buono.”Talia gli ride in faccia e ripete la domanda di prima. E Kageyama capisce qualche secondo dopo la domanda che gli è stata posta due volte – “Come posso chiamarti?”.“Kageyama.”Risponde, con semplicità, e si sforza a sorriderle appena. Lei gli sorride apertamente mentre gli fa cenno di seguirla nella sua nuova camera.Non ha scelto di convivere per una questione economica. Lo ha scelto sempre per paura – paura che nel silenzio di una città aliena ogni fantasma avrebbe fatto troppo rumore.Ma con un sorriso così luminoso come compagnia, pensa, qualsiasi ectoplasma è destinato a sparire.

----- CHAPTER BREAK -----

III primi quattro mesi con Talia sono normali. E Kageyama non ha mai adorato così tanto la tranquillità della normalità.Talia studia la magistrale di scienze geologiche, è fuoricorso di circa sei mesi e Kageyama non ha mai visto studiare qualcuno con così tanta passione. La prima conversazione che hanno avuto è stata proprio sui minerali – o meglio, lei ha preso uno dei libri dei suoi esami fondanti e gli ha spiegato ogni minerale metà in inglese e metà mostrandogli lo schermo di google traduttore impostato sul giapponese. E lui si è trovato a fissare quelle grandi pagine con immagini a colori di minerali come se fosse un bambino.In realtà, lo stupisce sempre che esistano persone a cui piaccia studiare. Lui non è mai stato interessato a farlo – solamente lo studio delle partite degli avversari è sempre stata una eccezione.A Talia piace svegliarsi presto e le piace la luce del sole dalle finestre del loro appartamento. Alterna momenti in cui ascolta sempre gli stessi quattro artisti a rotazione a momenti in cui ha delle playlist in shuffle randomico. Si fa una doccia così fredda che Tobio pensa di non essersela mai fatta neanche negli spogliatoi.Sono tutte piccole informazioni probabilmente poco importanti per il corso dell’universo, ma Kageyama le ha trovate fondamentali per ambientarsi in questi mesi.Per dirla tutta, ha iniziato a seguire un corso di lingua italiana non per comunicare decentemente con i suoi compagni di squadra, ma per uscire con gli amici di lei.Infatti, quando alla fine di quei quattro mesi, riesce a capire frasi base e a sputare fuori qualche parola e farsi capire, ne è più che contento. E anche Talia sembra esserlo. Anche perché, anche se non se lo dicono, è anche merito suo: Tobio ha comprato un corso d’italiano che include anche contenuti di listening, ma alla fine sono gli audio di lei quelli che ascolta sempre quando la domenica, di prima mattina, va a correre nelle zone pedonali di quella città immensa. Ha registrato liste di vocaboli, frasi comuni, tutte con la relativa traduzione in inglese. Uova, verde, camino: suona tutto dolce e facile con la voce di Talia nelle orecchie. Perché ha una voce bassa, bella, o forse solo idonea al volto a cui è assegnata: Kageyama non ha idea di cosa significa e sa bene che c’è qualcuno all’altro lato del mondo che non si farebbe remore a dirgli che quello che ha appena pensato non ha minimamente senso. Kageyama lo scaccia via con la testa mentre corre; lo rinchiude in un gabbia quel piccolo corvetto che tanto piccolo non è come non è più lui.Kageyama ama le domeniche perché è l’unico giorno in cui con Talia vedono My Hero Academia e mangiano gelato anche in primo pomeriggio (il suo è proteico, in linea con quello che vuole il nutrizionista della squadra). Nei giorni feriali, guardano due puntate prima di andare a due dormire con le loro piccole coppette di gelato. All’inizio, aveva resistenze a guardare uno degli anime preferiti di Shoyo, ma poi si è semplicemente obbligato a dimenticare. Come ha dimenticato quando Talia ha aperto l’anta del suo armadio per prendere una felpa e si è ritrovato davanti il poster di Roronoa Zoro, uno dei personaggi preferiti di Shoyo.E poi, guardare insieme My Hero Academia gli piace perché anche là tenta di imparare un po’ di italiano associando i sottotitoli alle frasi che sente in Giapponese e gli ricorda che, fin dal primo momento, Talia ha fatto di tutto per farlo sentire più di quello che paga insieme a lei l’affitto.Per questo motivo, quando si sente sicuro del suo italiano, con gli amici di Talia ci esce sul serio: vanno in un piccolo pub vicino casa, e Tobio scopre che tutti gli amici di Talia sono universitari e geologi quanto lei. Sono contenti di conoscerlo, gli fanno trecento domande sul mondo dell’agonismo della pallavolo, e lui tenta di rispondere, ovviamente finché una ragazza del tavolo vira il discorso altrove. Non troppo altrove, dato che parla di suo cugino che è una riserva della nazionale italiana – calcistica, in questo caso.E mentre il tavolo è occupati da frasi italiane troppo veloci per capirle, una ragazza del tavolo accanto sembra insiste nel volerlo approcciare. Sarà il Cuba Libre in corpo, sarà che capisce metà delle parole che quella sconosciuta gli pone, ma Kageyama a quelle attenzioni non desiderate, reagisce non reagendo.Si immobilizza nel palesarsi di nuovo di una grande verità: re Mida non ha mai avuto tempo per l’amore e il sesso e ritrovarsi in una situazione che possibilmente lo implica lo fa sentire vulnerabile.Sono pensieri che non ha mai condiviso con nessuno, ma Talia non ha bisogno di conoscerli per alzarsi dal tavolo e dire alla ragazza che le sue attenzioni sono palesemente indesiderate. Kageyama non capisce cosa si dicono, ma è contento che ci abbia pensato lei. Lei che ritorna al suo posto sorridendogli – e Kageyama si trova a chiedersi se lei sia ancora attivamente nella sua vita perché re Mida ancora non si è palesato per chi è. Ma chi è lui sul serio? Perché continua a descriversi con appellativi che gli hanno dato altri: ‘re Mida’ lo ha detto Hoshiumi; ‘palleggiatore prodigio’ lo ha detto qualche cronista sportivo finché la sua dedizione all’allenamento è stata così evidente da soverchiare il talento; ‘re del campo’ ce lo ha incoronato Hinata. Ma lui è realmente più di due di queste descrizioni allo stesso momento?Alla fine, quando va a dormire, anche re Mida si toglie la corona e dorme come un comune civile.Sperando di non far diventare oro chi è nel suo letto.Ed infatti lui dorme da solo.Quando pensa tutte queste cose, è notte fonda e gli amici di Talia stanno parlando di una saga fantasy di videogiochi.I suoi occhi scattano quando nota l’assenza di Talia al tavolo: la trova con gli occhi al bancone, in compagnia di una ragazza mai vista prima. E Tobio è veloce a spostare nella sua testa le domande da sé agli altri, perché Talia si comporta con quella ragazza come la sconosciuta si comportava con lui, solo che ora le attenzioni sembrano gradite.E la vista lo spiazza: conoscerà tutti quei piccoli particolari su Talia, ma alla fine non conosce niente di lei sul serio.Percepisce una sensazione di vuoto alla realizzazione. Vuoto che aumenta quando è conscio che vorrebbe essere al posto di quella ragazza. Non per Talia, ma per vivere qualcosa per una volta. Provare a toccare senza far diventare l’altro oro.Toccare. Forse ha solo bisogno di contatto umano, si rende conto, quando vengono sbattuti fuori dal locale perché è orario di chiusura, e per accompagnarla a casa loro deve tenerla sotto braccio. Sente il suo fianco contro il proprio, il piede di lei che inciampa contro le sue scarpe comode da sportivo che ha sempre addosso. E quando entrano in caso e Tobio porta Talia in camera sua, finalmente tira un sospiro di sollievo. Troppo emozioni da confrontare, troppe sensazioni da quel contatto che per un momento pensa sul serio che oro ci diventerà lui.Chiude la porta della camera alle sue spalle e recupera il telefono che ha lasciato sul tavolo da pranzo come è rientrato. Ha suonato un paio di volte quando stava percorrendo la via per il suo appartamento, e si chiede chi può essere dato che sono le quattro spaccate di notte.Illumina lo schermo premendo sul tasto laterale. E quando legge “Ushijima Wakatoshi” è solo un presagio di sventura.

----- CHAPTER BREAK -----

IIISi chiede se l’Ali Roma proporrà un contratto anche a Hoshiumi, quando Ushijima gli scrive che l’Ali Roma lo ha chiamato per giocare e lui ha accettato.Kageyama sospira profondamente. Poi manda affanculo il cellulare lasciandolo in cucina e procede a dormire che è quasi l’alba.Nella settimana a seguire, si fa coraggio e risponde a Ushijima. Lo sa benissimo quale è la domanda che fra poco gli verrà posta da quell’uomo granitico. Il loro non detto – che alla fine dopo così tanti anni un po’ affezionati all’altro lo sono.“Hai un posto per dormire dove alloggi?”Il messaggio gli arriva quando ha terminato uno dei allenamenti quotidiani per la squadra. Non ha idea chi scelga come aggiornare i giocatori dell’Ali Roma, ma prende l’allenatore come capro espiatorio e lo guarda in cagnesco mentre beve dalla sua borraccia.Ecco uno dei fantasmi del passato che invade la sua nuova vita. Ma forse Ushijima non è un fantasma, è più simile ad altro: è il mostro del folklore presente nelle fiabe che rimane in testa alle persone anche quando crescono. Anche quando cambiano paese, Tobio aggiunge, e guarda lo schermo del telefono con frustrazione.Non può scappare dalle sue origini se le sue origini saranno letteralmente nella sua stessa squadra. E lo sa benissimo cosa significa ricominciare in un paese molto lontano dal loro di origine. Sa che Ushijima ha già passato un paio di anni in Polonia, ma questo non cambia la possibile sensazione di smarrimento che potrebbe dargli l’Italia.Non gli sta simpatico Ushijima, ma neanche antipatico. E finisce per dirgli che sì, hanno una camera da letto sfitta e che Talia può parlare col proprietario dell’immobile.Nessuno lo ha obbligato ad ospitare Ushijima, quindi. Eppure odia ogni secondo di permanenza di Wakatoshi nel suo appartamento con Talia.Se fosse più acuto, noterebbe che come ha descritto la situazione non rispecchia lo stato delle cose: quell’appartamento non è né suo né di Talia. Eppure, in questi sei mesi, lo ha percepito in quel modo e odia l’idea che le cose possano cambiare.Non ha confidenza con Ushijima perciò se condividono una parola è troppo, e due sono poche. E il rapporto che instaura con Talia che lo indispettisce: si parlano con gentilezza, e vede Talia guardare con un po’ troppo apprezzamento la linea degli addominali di Ushijima un giorno che esce dalla doccia perché ha dimenticato il sapone nel borsone. E quello sguardo riporta Tobio alle curiosità mai soddisfatte: perché lui e Talia non hanno mai parlato della ragazza con cui lui l’ha vista flirtare e Kageyama non va certo a questionare apertamente sugli orientamenti altrui, forse perché significherebbe poi esporsi sul proprio.Il giorno dopo, Kageyama ha riservato al suo coinquilino alzate sporche e difficili – vendicandosi per qualcosa di cui non sa nemmeno il nome. Chi lo capisce è bravo.Wakatoshi li guarda quando Talia e Tobio sono seduti su quel divano a guardare My Hero Academia (si sono fermati per due mesi dal vederlo per colpa della sessione di lei). Li osserva con attenzione, quasi curioso. E Kageyama gli rispedisce delle occhiate per riprendersi la sua legittima privacy del divano. Non è mica un animale da zoo – ci manca pure che qualcuno lo chiami ‘re della savana’ fra tutti quei appellativi ridicoli.Ma, in fin dei conti, odierà la presenza di Ushijima, ma ci si abitua. E non ha assolutamente nulla da dire su di lui come giocatore – è un attimo schiacciatore e sarebbe una soddisfazione per qualsiasi alzatore.Tre mesi dopo l’arrivo di Ushijima, poco prima dell’inizio del campionato italiano, il loro allenatore organizza una trasferta in Abruzzo con una squadra gemellata all’Ali Roma. Talia gli augura buona fortuna, ma Kageyama può notare che la sua attenzione è vaga, dato che ha finalmente iniziato a scrivere la sua tesi. In realtà, sono molti i mesi che ha passato a raccogliere il materiale, ma solo ora sta mettendo tutto giù per scritto senza il peso di dover preparare esami. Quando lei glielo ha detto Kageyama ha provato uno strano calore al petto. Affetto forse, ed orgoglio. Perché Talia ha anche aggiunto che lui è la prima persona a cui l’ha detto e ha tentato di spiegargli l’argomento della tesi – non ci ha capito niente, ma lo ha reso felice uguale.La trasferta va bene e ritornano due giorni dopo, di notte, quattro ore prima di quanto avevano comunicato a Talia. Quando lui ed Ushijima sono davanti la porta del loro appartamento, si rende conto che ha realmente pronunciato: “Tira fuori le chiavi di casa nostra.” Nei riguardi di Ushijima e che se qualcuno lo avesse detto al se stesso di dieci anni prima molto probabilmente gli avrebbe riso in faccia, e mentre ragiona sulla fine che ha fatto Ushijima ha già aperto la porta.Non ci sono luci accese, ma non è stupito dato l’orario. Talia starà dormendo, si dice, ed entrambi lasciano i borsoni sulle sedie della cucina. Con passo felpato Ushijima si riempe un bicchiere d’acqua, ma Kageyama nota subito che la porta della camera di Talia è chiusa e non ci sono luci accese.Vive con quella ragazza da nove mesi e sa benissimo che dorme sempre con la luce accesa e se non ha fatto serata con la porta aperta. Non è in camera. Non è a casa? Si chiede, ma poi nota che qualcosa in sala si è illuminato per un secondo e si è rispento. Ovviamente un cellulare.Dalla cucina attraversa l’open space del loro appartamento andando verso il divano. Lo fa camminando piano e senza accendere una luce – se sta dormendo sul divano, non vuole svegliarla.Guarda oltre le spalle del divano, posto in direzione opposta rispetto la cucina. Si aspetta di trovarla con un braccio penzolante e un manga caduto vicino alla sua figura. L’ha già trovata così un paio di volte. Ma quando si avvicina, nel buio vede… quattro gambe? I suoi sono veloci a risalire all’altezza del volto, ma vede qualcosa che non capisce. Mette a fuoco e realizza che sono due corpi femminili nudi e che ha proprio sotto gli occhi le areole di un seno. Guarda qualche centimetro sopra a quel petto scoperto e vede un labbro inferiore più grande di quello superiore e dei capelli castani chiari. E alla realizzazione, scaccia un urlo.*Non è sicuro se ha mai provato così tanto imbarazzo in vita sua. Vede chiaramente che Ushijima sta facendo di tutto per rimanere neutrale ma vorrebbe ridere di lui per aver urlato in piena notte per un paio di tette nude.Anche Talia è nel più profondo imbarazzo – perché, presa dal raggiungimento di una soddisfazione coitale, non si è neanche curata che il salone sia uno dei loro spazi comuni. E l’altra ragazza se l’è ripresa con lei quando si è ritrovata nuda davanti a due sconosciuti appena aperti gli occhi. Non che le può dare torto Talia. Sicuramente Talia non sarà richiamata e va bene anche così – non tutte le avventure durano più di una notte. Spera solo che non farà finta di non conoscerla quando si beccheranno alla mensa universitaria.Quelle poche ore prima dell’orario in cui si svegliano le persone normali le dorme solo Ushijima – Tobio si rivolta nel suo letto a destra, chiedendosi perché la vista del seno nudo di Talia gli dia così tanto turbamento; Talia a sinistra, chiedendosi come si può recuperare ad una figura di merda del genere.All’orario della colazione, vige il silenzio dopo i quotidiani ‘buongiorno’. Ushijima né commenta né chiede niente, perché non ha bisogno di spiegazioni. Kageyama invece…Non chiede nulla verbalmente, ma la fissa con due occhi pallati come Talia china la testa sulla ciotola dei cereali. Sente quello sguardo sulla testa ed esclama:“Scusate per ieri notte. Non ricapiterà più.”“Stai tranquilla, può capitare.” Risponde Ushijima, che ovviamente essendo mister perfezione sa già parlare un discreto italiano. Kageyama lo guarda con non tanto velato odio prendere il suo piatto della colazione e portarlo al lavandino. “Io non ho visto niente comunque.”La testa di Kageyama scatta quando sente l’accento che pone Ushijima sulla parola ‘Io’. Oh, se lo sta prendendo giro. Sta proprio morendo dalla voglia di dirglielo in faccia.Tobio eviterà di chiedersi perché Ushijima sia sempre così gentile con lei, quando con gli occhi torna su Talia. Come nota che lei ha la stessa traiettoria del suo sguardo, Tobio abbassa la testa. E questa reazione sembra turbare invece Talia, che lo incalza con una domanda:“Sei omofobo, Kageyama?”Le riderebbe in faccia, se fosse possibile. Ma si dice che in tutti quei mesi lui non ha mai parlato della sua vita privata ed una assunzione del genere è la spiegazione più logica per spiegare il suo fastidio che qualsiasi persona gli leggerebbe in faccia.Ushijima cammina come se niente fosse da una parte all’altra della casa, preparando il suo borsone. Sta per risponderle ma Talia mal interpreta il tempo che si prende per rispondere dicendo:“Sono una donna bisessuale. Se non ti va bene, quella è la porta.”Non ha mai visto Talia così dura ed intransigente. Immagina che sia un argomento sensibile e che la sua intransigenza sia figlia di un bisogno di sopravvivere e difendere la propria persona.“Non lo sono.” Risponde, e mantenendo lo sguardo su di lei dice: “Sono bisessuale anche io.”Non l’ha mai detto a nessuno; è la prima volta che lo dice ad alta voce. Immagina che per molti dei suoi affetti, come sua sorella Miwa e alcuni ex membri del Karasuno sia il segreto di Pulcinella, ma nessuno gli ha mai chiesto niente.Talia non commenta nulla. Anche lui non aggiunge altro, e per un momento si guardano negli occhi senza dire niente finché Talia non riabbassa la testa sui cereali. Forse ha capito male ed in primo luogo quegli occhi pallati di Tobio non erano dovuti all’incidente della scorsa notte. A metà fra la cucina e la sua stanza, Ushijima cammina ed esclama in giapponese:“Vuoi fare la seconda del piccoletto?”E Tobio scatta con la testa nei riguardi di Wakatoshi e sbarra gli occhi.

----- CHAPTER BREAK -----

IV“Se dovete dire cose alle mie spalle in giapponese aspettate almeno che esca dalla stanza.”Talia reagisce in quel modo dopo aver visto il volto di Kageyama scattare verso il compagno di squadra come reazione a quella frase nella loro lingua natia. A differenza di quello che ingenuamente pensa la sorella della geologa, vedere anime non rende capaci di comprendere il giapponese. E Talia ha sempre odiato le persone che tagliano fuori in maniera volontaria altre persone da un discorso usando la lingua. Anche perché, cosa potrà mai aver detto Ushijima per fare esprimere a Kageyama quella espressione di puro terrore?Quest’ultimo infatti si guarda lo schiacciatore con un preciso pensiero che si mostra sulla sua fronte: ‘Pensaci tu al casino che hai fatto.’ E Ushijima, senza pensarci due volte, mette su un volto insicuro e risponde:“Stavo… Chiedendo a Kageyama se fosse il momento per dichiarare anche io qualcosa.”Sa mentire perfettamente e Kageyama è stupito di una qualità che non avrebbe mai associato a un uomo di marmo come lui. Mentire spesso significa saper giocare con l’emozioni, e Kageyama ha visto l’ex Shiratorizawa esprimere qualcosa in una quantità di volte che potrebbe contare sulla sua stessa mano.“Oh, se ti senti a tuo agio, certo.”“Ho una fidanzata.” Ushijima dice. L’informazione non è una bugia, ma le espressioni sul suo volto sono una totale pantomima. “Ha preso un biglietto dalla Polonia e mi verrà a trovare fra due settimane. Mi chiedevo… Se potrò avere casa libera quei giorni.”Kageyama è congelato sulla sedia, preso da tutte quelle informazioni che su Ushijima non avrebbe associato neanche fra un milione di anni. Ushijima ha una fidanzata in Polonia con cui ora ha una relazione a distanza? Ma soprattutto: esiste una persona che è capace di sopportare Ushijima e non lui?Una persona c’era, si corregge subito, ma lui è stato troppo codardo per riconoscerlo. Meglio smettere di grattare troppo a fondo, si dice, perché ogni cosa che trova in quel vaso di Pandora che Ushijima gli ha regalato lo mette in soggezione.“Ushi, ma è bellissimo!” Talia esclama, con un genuino sorriso sul suo volto. ‘Ushi’, si ripete Kageyama in testa. Ogni volta che si ripete, quella che se fosse onesto ammetterebbe come gelosia gli mette sottosopra lo stomaco. Qualcuno gli dia tregua.“Certo, l’appartamento sarà vuoto il più possibile.”Talia risponde per entrambi, e Tobio prima guarda il volto di lei, poi si volta verso Ushijima quando risponde:“Magari Kageyama ti può portare da qualche parte. Tipo ad un ristorante.”Lo fulmina con lo sguardo.Allora ha deciso proprio di prenderlo di mira, si dice, e gli restituisce un’altra occhiata storta.“Sarebbe bello, non siamo mai andati ad un ristorante insieme in tutto questo tempo.”Kageyama fa un cenno di assenso e si sbriga a finire la colazione. Prima che possa defenestrare Ushijima, si dice.“Se posso chiedere… La tua fidanzata è polacca? Kageyama mi ha detto che hai giocato per un po’ di anni in Polonia.”“Sì, ci siamo conosciuti quando ero in Polonia.” Ushijima risponde e poi aggiunge guardando sottilmente Kageyama: “Le relazioni interculturali sono molto arricchenti.”Altro che l’appartamento vuoto, Kageyama si tiene per un sano secondo dal buttarlo fuori di casa.*“Quindi è questo il piano?”Chiede Ushijima, tre giorni dopo, mentre si fanno una doccia post allenamento. Sono uno davanti all’altro e a differenza di casa, nessuno dei loro si chiede perché parlino fra loro in giapponese.Tobio si sposta il sapone dal volto e chiede:“Sì, continueremo a schiacciare in diagonale. La squadra di domenica ha un libero che ha estrema difficoltà a riceverle.”Ushijima ride appena sotto il getto dell’acqua e risponde:“Parlo di Talia. Hai deciso di fare finta di niente finché non si troverà un partner stabile? Non ti ricorda qualcosa di già successo? E non negarlo, perché ho capito che sei cotto di lei la prima sera che ho dormito nel vostro appartamento.”“Non sono affari tuoi.” Risponde, duramente, e si rende conto che è la prima volta che prende una posizione sulla questione. Ushijima lo guarda come si aspettasse esattamente quella risposta, e replica:“Certo, non sono assolutamente affari miei.” Gli dà le spalle mentre si lava i capelli dal sapone e poi aggiunge: “Ma lo diventano per estensione quando so che se Talia si troverà un’altra persona, la qualità delle tue alzate peggiorerà drasticamente.” Spegne l’acqua e conclude dicendo: “Faccio anche io parte della nazionale. Devo ricordarti le tue alzate come erano con la presenza dei due nuovi piccioncini?”Maledetto Ushijima, ora che gli deve dire che ha pure ragione? Ci è venuto dalla Polonia per metterlo davanti alla sua incoerenza?Kageyama chiude l’acqua anche lui. Non dirà ad Ushijima che ha paura, ma non lo ringrazierà nemmeno. Si prende l’asciugamano e va a rivestirsi. Ushijima fa lo stesso – d’altronde, quello che doveva dire è arrivato bene alle orecchie del mittente. Non che si aspettava altro; funziona così quella stramba amicizia fra loro.

----- CHAPTER BREAK -----

VLa partita dista dalla conversazione sotto doccia di un paio di giorni e la frustrazione di Kageyama cresce come panna montata. Ushijima ha osato invitare Talia alla partita, la prima di campionato, senza avvisarlo. Si deve proprio divertire quel bastardo, o semplicemente ha più zucca per entrambi. La nota sugli spalti prima di dover servire al secondo set, sparando un servizio flottante che si trasforma subito in un ace. Forse l’ha fatto per il normale corso della partita, o forse l’ha fatto per pavoneggiarsi. Come se Talia non avesse mai visto una sua partita – una serata, cinque mesi fa, lei l’ha voluta passare a guardare i suoi highlights delle Olimpiadi del 2016 e del 2021 su youtube.La partita la perdono con un deuce, ma il loro allenatore si professa soddisfatto lo stesso per come hanno giocato. E Kageyama, nella sua testa, gli dà ragione: dovranno ancora lavorare sulla difesa, ma a livello offensivo sono una squadra validissima. Scrive a Talia di aspettarlo di fuori dallo stadio per tornare insieme a casa, ma quello che lo stupisce è che quando chiede quanto manca ad Ushijima per raggiungere Talia, lui gli risponde che a casa ci tornerà in serata, e gli fa intuire che festeggerà la prima partita con la squadra.Ovviamente Kageyama è burbero abbastanza che non gli passa neanche per la testa di rimanere anche lui, dato che è anche la sua prima partita con la squadra. I compagni lo sanno, Ushijima lo sa. Sale invece su un motorino elettrico stringendosi alla figura di una ragazza che continua a scappargli come la sabbia fra le mani.Si risente come si sentiva all’uscita di quel pub. Si risente come dopo quella frase di Ushijima in giapponese. Si risente come dopo quel coming out condiviso.Irrequieto, si descrive così, perché Talia si è chiusa in camera sua e lui non riesce a guardare nulla in televisione (e la comprensione dell’italiano non centra).Bussa sulla porta, aspettando il permesso per entrare. Talia gli dice di farlo e Kageyama spalanca la porta. La trova seduta alla sua scrivania; sta scrivendo la tesi sul suo laptop. Indossa la maglietta di Chopper rovinata sul lato sinistro che usa per casa e ha i capelli raccolti in una piccola coda. Ha rinnovato il taglio da poco, ma non è quello che ha turbato la tranquillità dello stomaco di Tobio: è la ricostruzione delle unghie, a stiletto e rosa, che si è fatta fare ieri. Non è stato mai uno che viaggia tanto con la testa ma si chiede se non abbia un kink per certi accessori.“Che c’è, Kageyama?”Gli chiede, e poi torna a digitare sulla tastiera del pc. Lui accosta la porta, nonostante siano soli in casa. E il gesto non sfugge alla geologa.“Mi chiedevo… Frequenti ancora quella ragazza?”“Quale? Ce ne sono state varie.”Gli risponde con nochalance, ritornando a lavorare sul suo prodotto accademico.“Quella di lunedì notte.”“Mi ha bloccato su ogni social.” Gli risponde, ma sta sorridendo ed aggiunge: “Trai le tue conclusioni.”Kageyama non commenta e Talia aggiunge:“Ho uno strano pattern per cui con la gente che frequenta giurisprudenza finisce sempre male.”“Era di là anche il tuo ultimo fidanzato?”Chiede per istinto, e Talia risponde:“Ci sei andato vicino. Scienze Politiche.”Si ferma dal digitare e chiede:“Come mai tutte queste domande?”“Ero curioso.” Dice, fermo ancora vicino alla porta. “Non abbiamo mai parlato di queste cose.”Perché hanno parlato davvero un po’ di tutto tranne che dei cuori spezzati passati. Kageyama lo sa che è lui che ha sempre evaso il discorso come un’anguilla ma dal loro coming out si sente più prono a voler sapere.“Hai una preferenza per le ragazze?”Chiede, incalzando il discorso. Talia lo riguarda e risponde:“Non trovo il discorso delle preferenze idoneo per descrivere come vivo il mio orientamento. Mi prendo quello che il destino mi mette davanti.”“Io preferisco gli uomini invece.”Fissa Talia negli occhi mentre ammette altre sfumature del suo orientamento che non ha mai tirato fuori. Forse perché Talia è anche la prima persona bisessuale come lui con cui parla della questione.“E tu?”“Io?”La guarda come se la domanda fosse impossibile girarla su di lui. Ha 26 anni ed è vergine. Qualcun altro si porterà all’altare il suo primo amore. La vita gli sta dando una seconda possibilità e ci è voluto un vecchio conoscente stronzo dalla Polonia per farglielo ammettere.“Dicono che re Mida sia destinato a rimanere solo.”Dice, vomita fuori dalla sua bocca, e poi la guarda negli occhi. Quanto vorrebbe che lei gli dicesse che non è vero. Che pure se non sa minimamente come gestire battiti di cuore e conseguenze, pure a re Mida daranno qualcuno che continuerà ad amarlo nonostante sia re Mida, nonostante quel tocco che distrugge e dona beni allo stesso momento.“Che centra re Mida?”Chiede lei, perché ovviamente di quelle parole maledette di Hoshiumi non sa assolutamente nulla.“Niente.”Ha appena tirato fuori la testa dal guscio che subito la rimette dentro. Ma poi si ripete la frase che ha in testa dal discorso sotto la doccia di Ushijima – che esiste un altro Miya Atsumu che può portargli via anche Talia. Il suo subconscio, due giorni prima, l’ha interpretata un po’ troppo letteralmente e ha sognato Talia accompagnata a Miya Osamu, e si è svegliato ridendo. Ma non c’è niente da ridere ora. Non c’è niente del vecchio Kageyama, se esce quella frase dalla sua bocca sul serio.“Faresti sesso con un tipo come me?”Le dita di Talia si fermano sulla tastiera e si volta con tutto il corpo verso Tobio. Ha di nuovo quegli occhi pallati, quasi più blu di quanto siano blu normalmente.“Un tipo come te o te, Kageyama? Studio rocce ma delle sfumature delle parole mi importa.”Risponde Talia, e contro ogni previsione di se stesso, Kageyama avanza di due passi verso la scrivania di quest’ultima.“Me.”Esclama, non interrompendo lo sguardo dalla figura di Talia neanche un secondo.“Mi sembra una pessima idea, dato che conviviamo.” Talia esclama, e poi si alza davanti a lui. Il cuore gli sta per uscire dal petto quando lei conclude:“Ma non sono contraria a riguardo.”Si avvicina lei, ma Kageyama si butta sul suo viso. Le accarezza le labbra, tenta di baciarla, ma si ricorda che non l’ha mai fatto e si riallontana da lei. Quest’ultima ha le mani poggiate sulle sue spalle coperte dalla maglietta bianca che indossa, la guarda negli occhi in cerca di aiuto e conforto. Talia si riavvicina a lui ed esclama:“Va tutto bene… Non è una colpa.”Non ha mai detto nulla riguardo la sua completa inesperienza ma non è stupito che Talia l’abbia intuito, molto probabilmente dal suo ultimo comportamento.“Segui me e sta tranquillo.”Gli dice, con voce serica e sguardo dolce, e Kageyama si chiede se l’ha desiderato pure lei in questi mesi, e quante volte l’ha desiderato, o se sta solo seguendo un capriccio sessuale dell’ultimo secondo. Non che gli importi sul serio, perché non cambia il valore di come lo sta toccando.Talia lo ribacia e la mano di Tobio si nasconde sulla sua schiena.Talia lo bacia pienamente, e Tobio può finalmente sentire come sia il sapore della sua lingua: pieno, e vivo. Funziona come un tango ed è lei quella che porta, e Kageyama si lascia trasportare. Per la prima volta conosce come reagisce il suo corpo a stimoli atavici – il sangue fluisce sia sul suo volto che in mezzo le sue gambe, il suo fiato si fa accelerato, e non gli può fregare di meno della partita persa o di Ushijima che prima o poi tornerà a casa.Gli importa solo del sapore, dell’attesa di quella mano di Talia che si fissa sul suo bicipite e spinge le unghie nella sua carne – quando se ne rende conto, il sangue gli va tutto dritto al cazzo.Non si mette a questionare sui propri gusti, segue l’altra mano di lei che gli prende il palmo e lo poggia sul seno, facendogli capire di affondare la mano. Kageyama esegue, forse deve ancora comprendere che sta toccando il suo seno quando Talia lascia le sue labbra e geme vicino la sua bocca.“Questo.” Dice, guardando al palmo pieno e grande di Tobio che si perde nel suo petto coperto “Questo mi piace molto.”Non risponde; continua a tastare un seno e poi l’altro, guardandola negli occhi, e mentre sta per ribaciarlo Kageyama esclama:“A me piacciono le tue unghie.”“Le mie unghie?”Talia la guarda; nota l’attenzione del palleggiatore per come la ricostruzione affonda appena nella carne e istintivamente stringe ancora quella sezione di muscolo; Kageyama geme e un adorabile nuovo rossore gli prende le gote.Talia gli sorride e lo bacia, avvicinandosi ancora di più alla sua bocca che reclama più di quanto Tobio stesso potesse mai immaginare. Sente una mano di Talia vagare sulla schiena, apprezzare le sue forme da atleta professionista e fermarsi poco sopra il bacino. E poi, spingere. Precisamente, spingerlo verso il letto.Kageyama ci cade come se fosse nello stesso momento un comando e l’azione naturalmente conseguente.Talia boccheggia ed esclama:“Se vuoi ancora proseguire, so come valorizzare le unghie.”Rimane per un secondo imbambolato e poi risponde:“Voglio continuare.”“Se non ti piace qualcosa, fermami.”“Va bene.”Replica, e spinge ancora una mano sul seno di lei. Vuole solo sentirla gemere di nuovo.Mentre si sporge per baciarle il collo, Talia si avvicina ed inclina la testa a sinistra per donargli accesso, e prendendo per i suoi capelli scuri esclama:“Posso chiamarti Tobio?”“Sì.”Sospira sulla sua pelle, ma le lascia il collo e si riappropria delle sue labbra.Talia percorre con un palmo il suo petto coperto dalla maglietta, per poi allontanarsi dal suo volto e guardare in mezzo i loro corpi, dove la sua mano si sta intrufolando.Cerca di tastarlo da sotto i suoi pantaloni, ma Kageyama asseconda la spinta che sente sul tessuto e glieli lascia togliere. La sua erezione, semi eretta, gli sbatte sul bacino e Talia ci avviluppa subito uno dei suoi palmi morbidi attorno.Lo muove appena; tenta di autolubrificarlo con il suo liquido pre-seminale e Kageyama sospira, tiene gli occhi chiusi nel piacere. Poi Talia si allunga appena verso il comodino e prende dal primo cassetto una boccia di lubrificante quasi terminata. Si spalma un po’ di prodotto nella mano e ricomincia a toccarlo sommessamente. E Kageyama non apre mai gli occhi. Finché Talia non aumenta il ritmo ed esclama: “Tobio.” I suoi mirtilli si spalancano e la ascolta dire: “Guarda.”E lui abbassa gli occhi su quella mano che fa su e giù sulla sua asta con un palmo morbido e scivoloso al punto giusto e le unghie a decorare il suo corpo cavernoso. Sono bellissime attorno al suo pene. I suoi occhi sono fermi là, mentre il ritmo aumenta sempre di più e lui inizia a sentirsi vicino al finale. La ferma, ma solo per togliersi la maglia. La mano di Talia ritorna subito sul suo membro ed esclama guardandolo:“Sei bellissimo.”E sarà quello, insieme l’altra mano che gli accarezza appena i testicoli e la vicinanza del volto di Talia per ribaciarlo, ma è un passo dal venire. Con un gioco di sguardi molto veloce le comunica che sta per venire, e Talia gli fa cenno di lasciarsi andare.E Tobio le viene in mano, gemendo ed ansimando. Si china appena per baciarla, ma il suo respiro non si calma, portando a fare su e giù col petto.Gli occhi di Talia si soffermano sui suoi pettorali e sul suo addome, appena macchiato di sperma, e sente Kageyama chiedere:“Io… Per te… Cosa posso…”“Riposiamoci un secondo.”Esclama lei, chinandosi a baciargli le labbra a stampo, con delicatezza. Lo manda più in cortocircuito dell’esserle appena venuto nella sua mano.La vede allungarsi verso il comodino, prendere delle salviette e levarsi prima il suo sperma dalla mano e poi delicatamente dalla pelle del corpo di lui.Funziona così l’intimità fra esseri umani? Uno dà, entrambi ricevono, fra tocchi sommessi e poi decisi e poi di nuovo sommessi, e cure non richieste ma non inattese.Perché Kageyama ama quel tocco delicato sul suo ventre, l’odore di limone delle salviette che gli arriva fino al naso.Si sente calmo, soddisfatto, e di nuovo presente a se stesso per baciarla.Con una mano l’avvicina al suo corpo, trascinandola dal fianco, e Talia gli stringe subito le gambe attorno al bacino.“C’è tempo per esplorarci, Ushijima tornerà in serata.”Al nome dell’altro uomo si irrigidisce, ma la sua attenzione è subito colta da Talia che aggiunge:“Se vuoi ancora altro.”Ovvio che vuole altro.Ma niente è ovvio su questa terra, si dice, e sente le braccia di lei stringersi attorno al suo collo, accarezzandogli la nuca.Tobio la bacia e finiscono per baciarsi per molto tempo, in uno strano ossimoro di pelle nuda e corpo coperto che funziona.Talia davvero lo esplora baciandogli prima lo sterno, toccandogli ogni centimetro della sua schiena.Kageyama assume che forse è quella una parte del corpo che le piace, ma Talia rimette le labbra sulle sue e se lo trascina addosso, sul letto.Ma il loro amoreggiare è interrotto dall’urgenza di lei di scalciarsi via i pantaloncini e le mutande. Tobio l’aiuta, poi raggiunge il collo di lei e si nasconde fra le pieghe della sua pelle.“Posso levarla?”Chiede, con le mani vicino ai lembi della maglietta.“Sì.”La stampa di Chopper si accartoccia a terra e sotto gli occhi di Tobio rimane il suo seno, stavolta coperto da un reggiseno bianco con pizzi e merletti. La lingerie è bellissima, e si prende qualche secondo per guardarlo.Si nasconde di nuovo nella sua pelle, ma fra le pieghe del seno, attraverso il ventre e si ferma poco sopra il monte di Venere, come se fosse recintato – perché oltre quella zona, sono acque sconosciute.Ma ciò non importa a Talia che nasconde due dita nella sua vulva mentre le labbra del palleggiatore risalgono sulla sua pelle.Tobio alza la testa come lo nota; guarda le labbra di Talia appena occupate da gemiti, il modo in cui il suo corpo reagisce al piacere.Una mano di Tobio affonda nella sua coscia e vuole risalire verso la sua vulva, la guarda negli occhi e chiede:“Posso?”Talia gli fa cenno di sì e Kageyama si avvicina al suo sesso, percorrendo la forma e il suo calore. Mostra una sua falange e lei gli fa spazio, spostando le sue dita verso sinistra. Ha le dita più grandi di lei e la sente gemere quando entra con quel solo dito. Ma non dura molto perché Talia lo guarda ed esclama:“Per favore, prendi i preservativi nel cassetto.”Li trova poco dopo, Talia lascia la sua intimità, gli prende il pacco dalle mani ed esclama:“Dovrebbero andarti bene.”Commenta, e Kageyama fa cenno di assenso.Lei si rialza con la schiena e lo aiuta a scartare ed infilare il preservativo sulla sua nuova erezione.“Vado?”Tobio chiede, prendendole il fianco sotto il palmo.Lei gli fa cenno di sì e Kageyama le lascia il fianco per inserirsi in Talia con molta più lentezza di quanto lei sia abituata.Si ferma come arriva al suo limite corporeo, la guarda negli occhi dall’alto mentre si abitua alle nuove sensazioni e Talia è lì, a guardarlo a sua volta, attendendolo.Il moro si muove dentro e fuori di lei, con un palmo vicino alla sua spalla.Cerca un ritmo, ma è sconclusionato e non tira fuori dalle labbra di Talia quello che vuole sentire.Talia lo comprende e Tobio vuole che ci pensi lei: la geologa inverte le loro posizioni, gli poggia un palmo sul suo ventre mentre si cala sulla sua erezione.Si muove su di lui, con un ritmo serrato, ed è la vista più bella del mondo: Talia sopra di lui, montando un orgasmo per entrambi, con il seno coperto da pizzi che per qualche ragione lo arrapano anche di più, e si pensa solo come un fortunato stronzo quando lei viene prima di lui, un polpastrello sul suo clitoride e le unghie dell’altra mano appena conficcate nel suo ventre.

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VIAlla fine la fidanzata di Ushijima è pure simpatica, scopre Kageyama con gran stupore. O forse, Kageyama è ben disposto nei suoi riguardi perché la sua presenza gli permette di vivere qualcosa che non avrebbe mai pensato di vivere: una notte in hotel con qualcuno a toccare ogni centimetro del suo corpo fino all’alba. Ushijima non gli ha mai chiesto dove hanno passato la notte, dato che lui non aveva chiesto di lasciare la casa libera anche di notte, ma ha avuto le sue risposte quando ha notato Talia chiamare Kageyama ‘Tobio’.Sa come funziona il moro, sempre così legato a mantenere le distanze col prossimo tant’è che Wakatoshi lo chiama ancora per cognome dopo dieci interminabili anni di conoscenza. E alla terza volta che ha sentito Talia chiamarlo per nome per casa, ha guardato Kageyama con un mezzo sorriso contenuto. Il mezzo sorriso di una volpe che sa come stanno le cose.Il palleggiatore si abitua ad essere chiamato per nome dalla geologa, quasi lo pretende. Ma non è l’unica abitudine che desidera dalle viscere: Talia gli accarezza sempre la nuca con i polpastrelli prima di una partita, tentando di nasconderlo agli occhi di Ushijima, e di conseguenza è sempre presente alle sue partite, anche se sono in trasferta. Ha assunto questa tendenza a guardare sempre sugli spalti prima di un servizio: la pallavolo è un gioco di secondi e non si sofferma molto a cercare altrove, ma quando la vede sugli spalti sente qualcosa allo stomaco… Che non sa descrivere, ma riempe le sue viscere e le vuole distruggere allo stesso momento, come delle radici di un albero che crescono così tanto da voler uscire dalla sua pancia. Ma l’immagine al limite di una cinematografia alla Alien non lascia la sua testa neanche un secondo, neanche se il servizio va a segno o se succede il contrario. Non c’è nessuna variabile che può cambiare quelle abitudini, quel poter sgattaiolare nella camera dell’altro di notte a necessità.Perché non hanno mai smesso di fare sesso dopo quel giorno, quando Ushijima si trova fuori casa o quando le tenebre gli mantengono il segreto. Succede in modo naturale, fra una pausa di Talia dalla stesura della tesi e un suo ritorno dagli allenamenti. Col tempo Talia gli riconosce che migliora come amante – sembra che sia portato per il sesso orale, e Tobio si dice che forse è solo per tutto il tempo che passano sulla lavatrice del bagno, lei seduta sopra e lui con la testa persa in mezzo le sue gambe. Gli piace soprattutto perché la posizione scomoda che assume sa di sottomissione. Ha imparato col tempo a guidare i loro rapporti, ma preferisce quando è Talia a tenerlo fra le sue dita.Comunicano solo durante il sesso, ma fuori da quei momenti non parlano di quello che succede fra loro – è tutto come sempre, solo che ad entrambi sfugge come si tocchino più spesso, per carezze o anche quando sono seduti sul divano, con le gambe a sfiorarsi, a cercarsi inconsapevolmente. Ritornano a quel pub con gli amici di Talia e guarda il bancone riempirsi di persone piacenti che flirtano fra loro o aspettano qualcuno con cui flirtare, ma Talia rimane seduta vicino a lui. E sa anche argomentare su quel gioco fantasy di cui parlavano gli amici di lei molti mesi prima, perché ci giocano quasi sempre nel post coito.Ritornano insieme quella sera, ma non all’orario della chiusura del locale, e Talia ha bevuto meno della scorsa volta. Cammina ben eretta accanto a lui ed in una piazzetta vuota inizia a confidargli i gossip dei suoi amici. Sembra tutto così normale, e Kageyama sorride appena, ovviamente senza rendersene conto. Si sente calmo.Per la prima volta da quando è Italia, si sente realmente calmo: non pensa ad Hinata né al pallone gonfiato del suo fidanzato e non gli importa se vince o perde una partita, perché dopo sempre sul petto di Talia si ritrova. Per la prima volta in vita sua non è la pallavolo il primo interesse che occupa la sua mente.Ma lo stato di quiete è uno stato fragile e temporaneo ed è Tobio stesso ad infrangerlo.La tesi di Talia è in fase di rilegatura in una copisteria e la mano di Tobio ha appena lasciato la cavità fra le sue cosce. La finestra della camera di Talia è aperta, la porta socchiusa perché il turno della spesa è toccato a Ushiijima ma ad un certo punto ritornerà a casa ed un lenzuolo copre appena i polpacci ad entrambi. Talia percorre con le dita il volto di Kageyama, i suoi polpastrelli scivolano dalla mandibola al collo fino al petto e Kageyama non lo dice mai, ma adora essere toccato in quel modo, come quando Talia lo accarezza sulla nuca prima di una partita. Toccato come se fosse delicato. Toccato come se non avesse passato o colpe, ma solo presente.“Tobio.” Lo richiama, e lui ricerca subito gli occhi scuri di lei. Talia ha una mano vicino il suo cuore quando esclama: “Fra un mese e mezzo mi laureo. Volevo che ci fossi sia tu che Ushijima.”“Certo. Per Ushijima devi chiedere a lui ma non credo ci saranno problemi.”Si sente vagamente ansioso come esclama quella frase. Talia insegue il suo sguardo comunicandogli in primo luogo non verbalmente che il discorso non è finito.“Viene anche la mia famiglia da giù. Il figlio di mia sorella è un appassionato di pallavolo, gli farà piacere conoscerti.” Talia sorride appena mentre lo dice e Kageyama viene rapito da quel sorriso all’istante. “Quello che volevo dirti è che… Non voglio ignorare quello che sta succedendo fra noi due e perciò non me la sento di presentarti né come mio coinquilino né come mio amico. Perciò mi chiedevo se potevo presentarti come fidanzato, è l’unica etichetta che mia nonna potrebbe capire. Non che voglio che tu lo sia… A meno che… Insomma… Posso?”Le orecchie di Tobio smettono di ascoltare sul serio alla parola ‘fidanzato’, e se fosse più acuto si renderebbe conto del velo di speranza negli occhi di Talia, dell’attesa partecipata sul suo volto.Ma lui è solo un povero despota a cui la coscienza ricorda che un trono è un posto singolo.“No.”

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VIIAnche Talia è diventata oro. Alla fine, Kageyama non poteva che aspettarsi quell’epilogo quando è lui il protagonista della storia.Si stanno evitando, o meglio: è Talia che lo evita come la peste. Non ci sono più tocchi delicati sulla nuca, né presenze di supporto sugli spalti. Talia gli parla pacificamente, ma a nessuno che abita sotto quel tetto è sfuggito che Talia ora lo chiama ‘Kageyama’. Lui non ha detto niente. Non dice mai niente. Né del fatto che Talia è perpetuamente in giro o a casa di amici, né del fatto che a volte a casa non torna. E che deve dire poi? Mica è il suo… Fidanzato.Ha problemi con quella parola che ancora gli riverbera nella testa. Infatti, come appare, non pensa a nessuna delle sue implicazioni e passa al pensiero successivo. I giorni passano in una cosciente indifferenza dell’altro e forse non se lo dirà mai, ma Kageyama è deluso di come ha gestito le cose. E molto probabilmente, neanche questa volta sarà capace di rimediare. Arreso ad una identità che non ha il coraggio di cambiare.Mentre una tensione fredda gela il loro appartamento, la permanenza di Tobio a Roma supera il 365esimo giorno, e Talia, che essendo Talia ricorda sempre ogni piccolo particolare, gli prepara dei pancake per festeggiare. Compra addirittura una candelina per l’occasione. Vede che sul pianale da cucina ce ne sono svariati, ma Talia ne porta al tavolo solo tre, come loro, e ci mette sopra la candelina accesa. Ushijima è seduto con loro al tavolo, ha un volto sereno. Ma Talia, nonostante abbia lei stessa organizzato quel piccolo festeggiamento, ha lo sguardo più distaccato e freddo del mondo quando Kageyama guarda prima quei pancake e poi nei suoi occhi per capire se è il segno che la guerra si è finalmente conclusa. Non lo è, e Kageyama non ha idea per quale ragione gli sia riservato allora pancake e candeline. E mentre si interroga sul comportamento discostante sia di Talia che di se stesso, qualcuno suona alla porta. Si alza Kageyama, perché non vuole soffiare nessuna candelina sotto quegli occhi gelidi. Ma quella che vede dallo spioncino è una vista che non pensava di rivedere per molto tempo: Tsukishima Kei alla porta.*“Buonasera.”Gli dice Tsukishima, in giapponese. Indossa una maglietta verde e dei pantaloncini biege chiaro, ha i suoi occhiali e la solita faccia da cazzo.Kageyama rimane interdetto, con una mano ferma sullo stipite della porta, che si tiene dall’aprire del tutto.“Chi ti ha detto dove abito?”Chiede, senza neanche salutare. Tsukishima guarda oltre le sue spalle, cercando di vedere nella cucina non troppo distante chi ci sia seduto al tavolo. Kageyama sposta il suo corpo per coprire la visuale del biondo e quest’ultimo gli risponde:“Tua sorella.”“Perché sei qua?”“Hanno fatto spazio a corte per una regina?”Gli chiede, guardando oltre la sua spalla, in direzione di Talia. Kageyama ringhia, o qualcosa di simile. Lo sa che Tsukishima non lo ha chiesto solo perché c’è una ragazza seduta al loro tavolo, ma perché conosce Tobio. Come ha detto, la sua bisessualità è il segreto di Pulcinella per alcuni degli ex Karasuno.“Perché sei a Roma?”Chiede, tentando di non essere troppo belligerante nel tono.“Ero in vacanza a Firenze. Mi è stato chiesto di passare dato che non rispondi alle chiamate di qualcuno.”E quel qualcuno, Kageyama, l’ha pure bloccato.Non riesce a farsene un cruccio, ma le cose con Talia stavano andando bene e quelle molteplici chiamate di Hinata ogni giorno erano di troppo – non voleva interferenze sul presente da uno specifico fantasma del passato, quello che lo destabilizza di più.Lui e Tsukishima hanno bisogno solo di sguardi per capirsi. Perché, per quanto dica di quella faccia da cazzo, con Kei ci è cresciuto.“Entra.”Gli dice, facendo cenno con la testa.“Vuoi parlare di Hinata davanti alla tua regina?”‘Mai per il sottile’, pensa Kageyama del biondo che ha davanti, e risponde dopo neanche mezzo secondo:“Sì, non ho problemi a riguardo.” Spalanca un po’ di più la porta ed aggiunge: “Ma non è la mia fidanzata.”“Capisco.” Risponde Tsukishima, con una piccola punta di sarcasmo nella voce. “Non perdi le vecchie abitudini.” Aggiunge, ma Kageyama non ha tempo di replicare che Tsukishima lo supera ed entra nel suo appartamento, raggiungendo la cucina.Si saluta brevemente con Ushijima, e Talia lo guarda aspettandosi una presentazione.“Tsukishima Kei.”Si presenta all’occidentale, in inglese, porgendo il palmo alla geologa. Talia lo accetta e risponde:“Talia.”“Eravamo compagni di squadra al liceo.” Spiega Kageyama, nel suo traballante inglese, dato che è l’unica lingua che masticano tutti e quattro. “Si trovava in vacanza in Italia e deve riportarmi delle… Novità di un nostro… Compagno di liceo. Rimarrà poco.”Lo guarda di traverso, comunicandogli che il tempo che ha per parlargli di Hinata è poco.“Però fallo sedere.” Lo rimbecca Talia. L’ospitalità è un fattore culturale abbastanza italiano, ha imparato in quell’anno, perciò obbedisce e discosta dal tavolo la sedia fra lui e Talia.“Vuoi un pancake? Ne ho fatti svariati.”“Va bene.” Risponde Kei, un po’ imbarazzato dall’ospitalità. Talia si alza a prendere un piatto ed uno dei suoi pancake e Tsukishima chiede: “Che festeggiate?”“Un anno di Kageyama in Italia.”Talia risponde, di spalle. Tsuskishima guarda Kageyama, divertito, forse anche dandogli del coglione interiormente. Kageyama gli imbruttisce. Ed Ushijima è all’altro lato del tavolo e ha già capito tutto, sia degli ultimi sguardi sia che Tsukishima deve parlare di Hinata. Tobio, sa benissimo che l’ex Shiratorizawa si sta già sbellicando di risate ma non può mostrarlo. Sembra un complotto contro di lui.Ma anche lui si può divertire, Kageyama si dice, e quando Talia mette un pancake davanti Tsukishima il palleggiatore chiede sempre in inglese:“E dove lo hai lasciato Yamaguchi?”Ha un sorriso soddisfatto in volto mentre realizza che Tsukishima è in difficoltà. I sentimenti inespressi di Kageyama sono sempre andati a braccetto con quelli di Tsukishima. Sono sempre stati più uguali di quello che hanno voluto ammettere.“Si trova in hotel con Raquel. Ripartiamo stasera alle 11.”“La fidanzata di Yamaguchi?”Incalza, perché certe foto su Instagram qualche anno fa le ha viste. Tsukishima lo guarda negli occhi ed ammette:“La fidanzata di entrambi. Sarei fidanzato anche con Yamaguchi.”“Cosa?”“Stiamo tutti e tre insieme. Possiamo andare avanti?”Gli risponde in maniera sbrigativa, rosso sulle guance, e Kageyama è un attimo scosso dall’informazione: non solo Tsukishima si è dichiarato a Yamaguchi dopo una vita ma ha anche un altro partner. Hanno davvero tutti il coraggio di essere se stessi tranne che lui?Se fosse un altro, gli direbbe almeno ‘congratulazioni’, ma lui è pur sempre Kageyama Tobio.Voleva metterlo in imbarazzo ma alla fine l’informazione che Tsukishima gli ha dichiarato gli ricorda solo della sua piccolezza. Deve mandarlo via da casa sua il prima possibile. Tsukishima forse lo percepisce, e dopo aver mangiato parte del pancake lo guarda in volto e gli dice in maniera secca:“Hinata si sposa. Ti vuole al matrimonio.”Strabuzza gli occhi, li ha di nuovo pallati come Talia gliel’ha visti quella mattina dopo la sua one night stand e Kageyama sta pensando a tutto e niente; ha svariate risposte in mente – “Non ci verrò.”; “Con Miya Atsumu?”; “Così presto?”; “Davvero pensa che sia una buona idea invitarmi?” ma non dice nulla. E Tsukishima, comprendendo la ragione di quel silenzio, lo guarda e sarcasticamente risponde:“Cosa ti aspettavi? Che ti stava chiamando per dirti che aveva rotto con Miya Atsumu e non vedeva l’ora di raggiungerti?”Kageyama si volta ancora verso Tsukishima più sconvolto di prima, l’espressione decisamente più smarrita. E a quell’espressione, Talia si alza di scatto dalla sedia e con gli occhi velati di lacrime ma col tono sicuro dice: “Non credo che devo essere presente a questa conversazione.” E se ne va verso il bagno.Lo shock della frase di Tsukishima viene annientato dalla reazione di Talia, Kageyama segue con la sua testa la sua figura e poi guarda male il biondo. Tsukishima, come reazione, gli dice semplicemente:“Cosa vuoi? Sei te che avevi detto che si poteva parlare di Hinata davanti la regina.”“Errore di valutazione.”Commenta Ushijima, guardandolo quasi benevolo. Tobio li guarda entrambi e senza soffermarsi su nessuna delle due frasi scatta anche lui dal tavolo.

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VIIITalia esce dal bagno nel momento in cui Kageyama si alza dal tavolo. Si incrociano i loro sguardi ma la geologa ha già preso in mano cellulare e chiavi dall’ingresso e si congeda esclamando:“Ci vediamo in serata. Ciao Tsukishima, è stato un piacere.”Non attende neanche una risposta e si chiude la porta alle spalle.Tobio è in piedi, fermo in direzione della porta e ragiona in qualche secondo sul da farsi: lei era vestita, ma lui è letteralmente in maglietta scolorita promozionale della V League giapponese, pantaloncini e ciabatte da casa.Non importa, si dice, e scatta verso la porta del suo appartamento uscendo fuori alla velocità della luce.Quando si chiude la porta alle spalle Talia è davanti la porta dell’ascensore che sta attendendo. Kageyama si trova a benedire quel quarto piano dove abitano. Talia lo guarda e si affretta ad aprire la porta dell’ascensore che è arrivato. Non ha più gli occhi carichi di lacrime e gli dice chiaramente:“Non ci dobbiamo dire niente, Kageyama.”Kageyama si affretta a lasciare aperto l’ascensore e le chiede:“Cosa… Cosa ho sbagliato?”Gli occhi di Talia diventano di nuovo lucidi e risponde:“Se eri ancora innamorato di un’altra persona, dovevi dirmelo. Avrei evitato di…”Un nodo in gola la blocca ma si forza a concludere la frase: “...Sperare di poterti chiamare ‘fidanzato’ non solo per far comprendere a mia nonna che sei importante per me.”Kageyama rimane un attimo colpito dalle parole, ma velocemente risponde:“Ma non abbiamo mai parlato di niente.”“È vero.” Accondiscende Talia, ed aggiunge:“Ma eri tu che non volevi mai parlarne. E non pensavo che ci fosse d’altro capo del mondo un uomo che non aspetti altro che si lasci col suo fidanzato.”“Questo lo ha detto Tsukishima.”“Non prendermi in giro.”Talia risponde, e poi aggiunge:“O esci o entri. Voglio andare da Sara.”Tobio entra nell’ascensore, e c’è un secondo di silenzio, perché Talia non si aspettava che sarebbe rimasto.Una domanda sporge sulla lingua di lei ed esclama:“Toglimi una curiosità.”Si permette di riguardare negli occhi blu di lui e chiede:“Hai fatto lo stesso con lui? Ti sei avvicinato ma sei scappato come dovevi prenderti una responsabilità?”La guarda come se rispondere a quella domanda dovesse essere decidere se spezzarle il cuore o meno, dato che è anche ammettere che lui non si è voluto prendere nessuna responsabilità su quello che hanno vissuto insieme loro due.“Sì.”Ammette, e Talia fa una risata amara. Le sue labbra all’insù gli arrivano come fiele, dato che ha di nuovo gli occhi velati.“Stavolta ti è andata bene, hai trovato pure una cogliona che ti ha fatto scopare.”Tobio si volta all’uso di quelle parole, e vorrebbe chiederle tante cose, quando Talia lo guarda ed esclama:“Vorrai per sempre fare così? No, perché la gente di solito ha gli ex, tu i quasi amori.”Kageyama si volta completamente verso di lei mentre la frase lo lacera nella sua brutale onestà.E mentre si trovano nell’ascensore ancora fermo al quarto piano, si chiede: ma perché? Perché ha così paura degli altri? È il rifiuto. Lui, il re del campo, il re Mida della pallavolo giapponese, non può essere rifiutato per qualcosa di così banale come l’amore. La ragione del suo comportamento discostante si fa chiara e nitida in lui: è la paura. La paura di scoprirsi come tutti gli altri fuori dall’unica cosa in cui è bravo, la pallavolo.Ha fatto diventare gli altri oro per non doverli sentire parlare, e magari metterlo in discussione. Perché è forse la persona più fragile che conosce. Levato un pallone, che rimane di lui? Gli appare nitido in testa quanto sarebbe insopportabile dopo un infortunio.Ma l’amore non è mai banale. Si risponde, da solo, alla frase che prima ha pensato, ed esclama:“Lui è una questione del passato, ma io voglio vivere nel presente. Ed il presente è qui, accanto a te.”Forse sta pure leggermente tremando mentre lo dice.Talia strabuzza i suoi occhi castani ed esclama:“Non dirlo se non lo pensi.”“Lo dico perché lo penso.”Risponde, velocemente, e poi aggiunge:“Ascolta Talia… Io non sono bravo con queste cose. Ma non ho mai dubitato che il mio posto nel mondo è accanto a te. Né prima della notizia del matrimonio di Hinata, né dopo. Io ho…” Sente un macigno sul petto che esce con la stessa pesantezza di un mattone nell’acqua. “Paura. Sono abituato solo ad eccellere, non a dirti che mi sono mancate le tue carezze sulla nuca prima di una partita.”Talia lo guarda, esterrefatta, con le guance rigate. Si sente un fiume in piena ed aggiunge:“Hinata è una ferita che duole ancora… Ma non è con lui che ho costruito una casa, un quotidiano, una motivazione per essere chiamato ‘fidanzato’ davanti la nonna.”Talia gli sorride in mezzo le lacrime, e gli risponde:“Amare è anche condividere la paura.”“Lo imparerò.”Le risponde, guardandola negli occhi. È bella come sempre; ha quel sorriso luminoso che già dal primo giorno in Italia non l’ha mai fatto sentire solo. È già passato un anno. Potrebbe abituarsi pure a passare una vita intera in quell’appartamento nella semi-periferia di Roma.“Anche tu sei importante per me.”Le dice, avvicinandosi al suo volto. Talia gli prende delicatamente il volto e lo bacia a fior di labbra.“Ora lo so, Tobio.”Risente il suo nome da quelle labbra ed è veloce ad occuparle con le sue.Mentre danza sulla sua bocca, Talia schiaccia molteplici numeri a caso sull’ascensore per dare tempo a loro due e a quel bacio.Tobio si gode di nuovo il sapore della sua bocca, le sue mani sulla nuca.E forse gli è caduta la corona, ma non ha nessuna intenzione di raccoglierla.

----- CHAPTER BREAK -----

IX/Epilogo“È stato carino Marco a fare la foto.”Commenta Ushijima, mentre sfoglia nella cartella drive le foto della laurea di Talia. Quest’ultima le ha già viste tutte ed è fra il bagno e la cucina, spazzolandosi i capelli bagnati.“Sì, per fortuna si è offerto lui. Mio padre è convinto del contrario ma è assolutamente negato a fare foto.”Kageyama, accanto allo schiacciatore, guarda le foto. Non è ancora apparso in molte, immagina siano tutte dopo.“Alina fra quanto arriva a Fiumicino?”“Fra tre ore, credo.”Ushijima risponde, e Talia lo guarda contenta ed aggiunge:“Questa volta andiamo tutti e quattro al laghetto di Villa Borghese. Che ne dici?”Kageyama ride dentro di sé perché non è stata minimamente interpellato, ed Ushijima concorda con la proposta di Talia, per poi aggiungere:“Vieni a vedere questa.”Talia raggiunge la cucina e vede sul monitor del suo laptop lei e Kageyama in primo piano.Quel giorno Tobio era bellissimo, in uno smoking con un fazzoletto blu che evidenziava i suoi occhi e molto probabilmente era più elegante di lei che era la laureanda. Talia si è sempre chiesta se quella eleganza l’aveva scelta anche per fare colpo sulla sua famiglia.Ma il vero protagonista di quella foto è il sorriso-non-sorriso di Kageyama. Talia ride quando lo vede e si chiede come per le espressioni del volto di quell’uomo sia quasi impossibile sorridere.Kageyama è bello per tante ragioni, ma sicuramente non per il suo sorriso.Il volto di Tobio si aggrotta appena a quelle risa ma Talia è veloce a dargli un bacio sulla fronte, quasi a distendere le sue espressioni.Ushijima li guarda, e ritorna a scorrere i file. E mentre Tobio sta guardando Talia solo perché è Talia e quest’ultima gli sorride per questa ragione, Ushijima li richiama all’attenzione dicendo:“Questa è bella.”I due si girano verso il pc e guardano la foto: sono loro due, sulle scale del dipartimento di Geologia, una nelle braccia dell’altro, mentre si baciano e una mano di Talia è stretta attorno il mazzo di fiori che gli ha portato lui.“Siete belli.”Dice Ushijima, e non pare tanto strano dato che per quella convivenza ormai sono qualcosa di simile ad una famiglia. Talia è accanto al suo fidanzato, ha una mano nascosta nella nuca di Tobio e questo non sa se per coincidenza, istinto o intenzione. La geologa sta per rispondergli, ma dopo una vita, Kageyama si volta verso Wakatoshi e dice le parole che non avrebbe mai pensato di dirgli:“Grazie Ushijima.”

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