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Il bacio avviene senza che quasi se ne rendano conto.Un secondo Neuvillette sta guardando le labbra del duca perdutamente, e subito dopo si ritrova tra le sue braccia, con le proprie cinte intorno al suo collo muscoloso, mentre le dita guantate delle sue mani si perdono tra i capelli corti alla base della sua nuca.E non avrebbe mai pensato di desiderare qualcosa del genere, qualcosa di così ameno come intrecciare le propria dita tra i capelli di un umano.Wriothesley sa di tè, come ci si può aspettare. Ma sa anche di pelle consumata, di bergamotto e di qualcosa di speziato che, normalmente, il drago non apprezzerebbe ma che al momento gli fa perdere la testa nella nota di cannella e zenzero che percepisce dalla lingua del duca, vorace, già intenta ad esplorare la sua bocca.
Neuvillette non pensa di essere mai stato baciato così e non sa come dovrebbe reagire, di conseguenza. Ricorda di aver pensato di voler baciare un uomo centinaia di anni prima, ma mai si è ritrovato così, alla mercé di un mortale tanto da finire nel suo grembo, lasciando che larghe mani modellino le sue natiche.È scandoloso, non a modo. Non segue l’etichetta a cui è abituato per nulla.“Mh, potrei divorarti qui così, ma ti voglio vivo e vegeto.” Wriothesley dice sulle sue labbra, una volta che si sono staccati per prendere fiato, con solo un filo di saliva che ancora li unisce. Ed è tutto così conturbante, eccitante, che il giudice si sente la testa leggera, le ginocchia molli.“Potete fare quello che volete con me, Vostra Grazia.” Si ritrova infine ad aggiungere Neuvillette, ormai schiavo del suo desiderio.
“Non aspettavo altro, Vostro Onore.”E basta quello per far sì che i loro denti si scontrino nuovamente e la passione li consumi nuovamente, come una fiamma che divampa in un bosco inaridito, pronto ad ardere fino ad essere totalmente consumato.
