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Lucy era entrata nella gilda di Fairy Tail da due anni e già aveva partecipato a parecchie missioni, spesso in squadra con Natsu, Happy, Gray, Wendy, Charle e Erza, o una parte di loro.Quel giorno stavano proprio tornando da una di quelle, tutti insieme, e si erano diretti alla gilda per fare rapporto.Appena varcata la porta trovarono il solito allegro caos, tipico di Fairy Tail; con un sospiro stanco si sedette a uno dei tavoli, mollando a terra lo zaino, insieme a Wendy, mentre Erza andava a parlare con il Master. Nel contempo Gray e Natsu erano impegnati in uno dei loro soliti battibecchi che sarebbe sfociato in una rissa se qualcuno non li fermava prima.“Tu, stupido ghiacciolo! Ci stavi per congelare tutti!” ringhiò Natsu, spingendo con forza la fronte contro quella del moro, stringendo i pugni infuocati.“Stai zitto, piromane! Se fosse stato per te saremmo morti tutti abbrustoliti!” rispose Gray, con altrettanto vigore.“Senti, coso! A causa tua Lucy ha quasi perso quella nuova chiave! Quindi è solo colpa tua!” ribatté l’altro, iroso.Lucy sospirò, ignorando finalmente il battibecco e osservando la nuova chiave recuperata. Appena arrivata a casa avrebbe stilato il contratto con quel nuovo spirito stellare, ma prima si sarebbe fatta un bel bagno ristoratore.“Sempre a litigare, voi due?!” li ammonì una voce femminile.La bionda alzò gli occhi, riconoscendo la proprietaria di quella voce: più o meno sua coetanea, albina, capelli corti, poco più bassa di lei; si avvicinò a Natsu, gli posò una mano su una guancia e lo fece abbassare, posandogli un leggero bacio sulle labbra.“Lisanna…” sussurrò il giovane, ormai calmo.“Ecco, vai a pomiciare con la tua ragazza, almeno raffreddi i bollenti spiriti!” borbottò Gray, allontanandosi verso il bancone del bar, seguito a distanza da una figura femminile vestita di blu.Lucy sorrise, alzandosi e recuperando lo zaino. Nonostante la grande amicizia che la legava alla coppia, si sentiva sempre a disagio quando si trovava loro vicino e si abbandonavano a qualche effusione.“Non resti con noi per cena, Lucy?” domandò la ragazza, passando un braccio attorno ai fianchi del fidanzato, mentre lui le passava distrattamente una mano tra i capelli.“Ehm… no, oggi no.” si affrettò a rispondere l’altra “Dovrei andare a pagare la proprietaria di casa, che sono già in ritardo. Magari un’altra volta!”Senza attendere oltre corse fuori, tornando verso casa e ripensando all’avventura appena passata.Quell’incarico non era stato semplice e, come al solito, ad un certo punto aveva esaurito il potere magico, costringendo gli altri a proteggerla, diventando quindi un peso per loro.Quella volta in particolare, Natsu si era ritrovato con numerose ferite alla schiena, e aveva perso i sensi nel tentativo di farle da scudo. L’intervento curativo di Wendy aveva aiutato, ma il ragazzo era tornato a casa con una nuova grossa cicatrice a forma di croce sul lato sinistro, poco sopra il grande dorsale.Non era la prima volta che succedeva, ma quella volta aveva rischiato più del solito, per questo voleva togliere il disturbo il prima possibile: sicuramente Lisanna non l’avrebbe presa bene, nonostante non si fosse mai preoccupata più di tanto delle condizioni del ragazzo al ritorno dai loro viaggi, poiché, secondo lei, era un ragazzo forte che sapeva cavarsela in ogni situazione; ma certamente una ferita del genere non era come le altre, e poiché se l’era fatta per proteggere lei, sicuramente questo avrebbe potuto minare la loro amicizia.Camminò lentamente, assaporando la brezza leggera dell’autunno appena iniziato di Magnolia, seguita dal suo Plus, sempre allegro e saltellante, fino ad arrivare alla sua piccola casetta sul lungofiume.Prima di tutto bussò alla porta della proprietaria, consegnandole l’affitto per i mesi successivi, infine entrò in casa, chiudendosi la porta alle spalle e buttando in un angolo lo zaino.Finalmente poté prepararsi la vasca, immergendosi nell’acqua calda e rilassandosi completamente, mentre la mente vagava, ritornando alle giornate precedenti durante la missione.Di nuovo rivide l’immagine di Natsu esanime in un bagno di sangue. Riprovò il terrore di perderlo, il sollievo quando, a seguito delle cure di Wendy, si era ripreso.Natsu era il suo migliore amico, da quando era entrata a far parte della gilda, erano sempre insieme, formando un team; ed era anche molto legata alla sua ragazza, tanto che spesso, nelle pause tra gli incarichi, andavano a fare shopping insieme.Ma non riusciva a non pensare al fatto che, dopo questa volta, forse Lisanna non avrebbe più voluto avere a che fare con lei, e magari avrebbe chiesto a Natsu di sciogliere il team.Con questi pensieri nella mente uscì dalla vasca e si avvolse nell’asciugamano, andando a stendersi sul letto, nell’intenzione di rilassarsi un momento prima di prepararsi per la notte, ma non fece in tempo, la stanchezza prese il sopravvento e si addormentò così com’era.
----- CHAPTER BREAK -----
Finito di cenare, Natsu, Lisanna e Happy andarono al loro alloggio, nel dormitorio della gilda.
Non era grande, aveva giusto due stanze e un bagno, ma a loro bastava.
Il giovane si infilò subito in doccia, mentre la fidanzata si preparava per la notte; lui la raggiunse poco dopo, con un asciugamano avvolto attorno ai fianchi e uno sulle spalle, che stava usando per asciugare i capelli ribelli.
L’albina gli sorrise, sistemandosi sul letto, e lui ricambiò il sorriso, sedendosi sul suo lato e continuando a frizionarsi la chioma.
Nel farlo, l’asciugamano che aveva sulle spalle, scoprì il lato sinistro della schiena, rivelando la nuova cicatrice, la cui colorazione rivelava che era ancora fresca; la ragazza si tirò su, avvicinandosi e sfiorandola, facendo trasalire il dragon slayer.
“Scusa, fa ancora male?” domandò, dolcemente, spostando la mano.
“Più che altro la pelle tira, ma qualche ora fa faceva più male…” rispose Natsu, stirandosi il muscolo “Questa volta è stata dura, i nemici erano tosti, e Lucy ci poteva lasciare le penne…”
“E tu non lasci mai un compagno di squadra indietro.” completò lei, posandogli una mano sulla guancia.
“È vero.” ammise “Io non…”
Non completò la frase, venendo trascinato giù dalla fidanzata, coinvolto in un bacio appassionato seguito da tenere effusioni e intimi abbracci.
Il mattino seguente, quando Lucy arrivò alla gilda, trovò la solita allegra confusione.
Si sedette al bancone dove Mirajane stava lavando dei bicchieri.
Stringendo Plue, si guardó intorno, facendo un lungo respiro.
“Stai cercando mio cognato, per caso?” domandò la barista, mettendole davanti una tazza di caffè.
La bionda trasalì, quindi afferrò la tazza e sorseggiò la bevanda.
“Ehm… no, in realtà no.” ammise “È solo che sono un po' preoccupata… questa volta Natsu se l’è vista brutta, non vorrei che Lisanna questa volta se la prendesse con me…”
“Stai tranquilla, Lisanna sa che non è colpa tua, e poi mi sembra che ieri non stesse così male, quando siete arrivati qui.”
“Sì, ma…”
“Salamander ha la pellaccia dura.” si intromise Laxus, sedendosi accanto a lei “e si può dire tutto di lui, ma non che non tenga ai suoi compagni di squadra. Non è la prima volta che fa una matta del genere, rischiando la vita.”
“Ha ragione. Non ti preoccupare, Lucy.” ammise Mira, sorridendo e passando una tazza di caffè anche al ragazzo.
“Dolce Gray!” esclamò una voce femminile in fondo alla sala, interrompendo i discorsi del trio.
“Ecco invece uno che deve iniziare a preoccuparsi…” sussurrò il biondo, indicando il mago del ghiaccio, appena entrato, a cui si era incollata tipo cozza una ragazza in blu.
“Secondo me, invece, dovrebbe fare pace col cuore.” commentò Mirajane, osservandoli “È evidente che Julia gli piaccia, dovrebbe farsi avanti, almeno lei sì darebbe una calmata.”
“Più che con il cuore, con qualcos’altro.” rise Laxus, allusivo “Si fanno una bella scopata e vedi come si riscaldano entrambi. Lei andrebbe sicuramente in ebollizione.”
Non riuscì a continuare, ritrovandosi una padella in faccia, da una Mirajane evidentemente imbarazzata.
Lucy rise, tornando a guardarsi intorno. Vide finalmente scendere Natsu e Lisanna.
I due si avvicinavano al bancone, sedendosi accanto a lei. Natsu di stirò le braccia, sbadigliando, quindi prese il suo caffè.
“Che dormita!” esclamò “Ci voleva proprio!”
“Dormita? Ma se vi ho sentiti fino alle tre di notte!” borbottò Laxus “Ho la stanza confinante alla vostra! Vedete di fare qualcosa a quel letto, quando scopate sento tutto, non oso immaginare quello che sta al piano di sotto!”
Un’altra padellata in fronte lo zittì.
“Laxus ha ragione! È un vero uomo!” esclamò Elfman, comparendo alle spalle del dragon slayer del fuoco “Io sto sotto di voi e vi ho sentiti! Vedi di fare più piano, Natsu!”
“Perché non affittate un appartamento fuori dal dormitorio?” suggerì Lucy, incuriosita.
“Beh, qui c'è tutta la mia famiglia.” spiegò Lisanna, stringendo il braccio del fidanzato “E poi sai come è fatto Natsu. Qui se fa danni è più facile rimediare, fuori dovremmo pagare di più per questo.”
Lucy sospirò. In quegli anni aveva passato, per le missioni, abbastanza tempo fuori con Natsu, anche di notte, per sapere che il ragazzo poteva diventare una mina vagante in qualsiasi momento.
Osservò la coppia. Quando era arrivata alla gilda loro due stavano già insieme, le era stato detto che si conoscevano dall’infanzia e che nessuno si era meravigliato quando la loro relazione era diventata più profonda.
E si era meravigliata quando aveva saputo che difficilmente andavano in missione insieme, avendo visto altre coppie, anche in quella stessa gilda, che lavoravano anche insieme, ma a quanto pareva preferivano, di solito, per gli incarichi, andare in team con compagni che gestivano magie affini o complementari; per questo Natsu stava, pressoché sempre, in team con Gray e Erza, e negli ultimi due anni si erano unite anche lei e Wendy.
Però spesso, in quel team, Lucy si sentiva in difetto. In fondo la sua magia non era potente come quella dei suoi compagni, lei si limitava a evocare gli Spiriti Stellari, che combattevano al suo posto mentre lei restava al sicuro dietro tutti, cosa che ad un certo punto diventava un punto debole, costringendo gli altri ad accorrere in sua difesa, rischiando la vita come era successo a Natsu nell’ultimo incarico.
Venne riportata alla realtà da Lisanna, che aveva terminato il suo caffè e si era alzata, stampando un bacio sulle labbra al compagno.
“Devo andare, Levy mi aveva chiesto di aiutarla per un incarico e mi sta aspettando, non voglio fare tardi! Lucy, ti affido Natsu, non farlo finire nei guai, mi raccomando!”
Diede un ultimo bacio al fidanzato e corse via, raggiungendo Levy all’esterno.
----- CHAPTER BREAK -----
Passò qualche giorno.
Poiché non erano stati assegnati altri incarichi, Lucy passava le sue giornate tra la gilda e le vie della città di Magnolia.
Quella sera stava tornando a casa, dopo un pomeriggio di shopping insieme a Juvia e Mirajane.
Camminava lentamente lungo il fiume, con Plue che le saltellava allegramente intorno. Era stata una giornata tranquilla e si era ripresa quasi del tutto nell’ultima missione, inoltre aveva appena creato il legame con il nuovo spirito stellare e non vedeva l’ora di poterne testare le capacità.
Passò l’ultimo ponte, quando la fila di lampioni si spense all’improvviso.
Si fermò, guardandosi intorno, mentre posava in automatico una mano sul borsello in cui teneva le sue chiavi degli spiriti stellari.
Qualcuno la afferrò alle spalle prima che potesse reagire. Lucy urlò, provando di nuovo a prendere le chiavi, ma le vennero bloccate anche le braccia.
“Lasciatemi!” gridò, agitandosi.
“È inutile.” disse una profonda ma fredda voce maschile di fronte a lei, mentre una enorme ombra scura le si avvicinava, minacciosa “I miei golem rispondono solo a me, non riuscirai a liberarti, tu ora verrai con noi.”
“No! Lasciatemi! Ve ne pentirete!” protestò la bionda, cercando ancora di raggiungere il borsello.
Un golem la avvolse con il suo corpo. Non riusciva a muoversi, a malapena riusciva a respirare. Cercò ancora di opporre resistenza ma era tutto inutile.
L’uomo diede un comando ai suoi fantocci, che si mossero dietro di lui.
“Non pensavo sarebbe stato così semplice. Il committente sarà più che soddisfatto!”
Lucy si sentì trascinare via. Non vedeva nulla; cercò di urlare ma le stava iniziando a mancare l’aria.
Improvvisamente si fermò. La ragazza percepì leggermente allentarsi la presa.
Aprì lentamente gli occhi; la vista era allentata, ma riuscì a distinguere una macchia nera e bianca con una punta di rosa che si muoveva, cercando di colpire il suo rapitore.
“Na… Natsu…” sussurrò, debolissima.
Due grosse fiamme si formarono attorno ai pugni del ragazzo, che dovette vedersela con un golem il doppio di lui, ma non ebbe il successo sperato: il fantoccio inglobò il fuoco, il quale sembrò rinforzare la sua struttura.
“È inutile che ci provi, mammoletta!” rise l’aggressore “I golem rispondono solo ai miei comandi, non potrai sconfiggerli in alcun modo!”
“LASCIA ANDARE LA MIA LUCY!” urlò il giovane, continuando a colpire a vuoto e, ad un certo punto, ricevendo un pugno in pieno stomaco.
Cadde a terra, tramortito. Il golem lo sovrastò, pronto a colpirlo ancora. Natsu cercò di alzare nuovamente la guardia.
Poi vide una luce alle spalle del fantoccio, e sentì un tonfo sordo.
Il gigante di pietra si polverizzò all’istante, e lui poté vedere ciò che era appena successo.
L’aggressore era steso malamente a terra, con un enorme bernoccolo alla testa, e Lucy, finalmente libera, aveva un braccio teso davanti a sé, e nella mano una chiave d’argento.
Natsu la riconobbe subito: era la ricompensa per l’ultima missione.
Spostò nuovamente lo sguardo, a metà tra i due, e rimase a bocca aperta.
Era bianco, alto all’incirca quanto la ragazza, ma dall'aspetto stupefacente. Due enormi ali erano aperte, emanando una meravigliosa luce candida, la coda e la criniera, invece, sembravano fatte di puro fuoco, gli zoccoli avevano il colore dell’oro, e uno di essi era ancora sollevato, evidentemente aveva colpito l’uomo poco prima.
I suoi occhi si spostarono poi sulla testa, pieno di aspettative davanti a tanta potenza e bellezza.
Lunghe orecchie, grandi occhi e muso tozzo.
Era un asino.
“Ma che roba sarebbe quel coso?!” domandò Natsu, perplesso, mentre Happy, dietro di lui, tratteneva a stento le risate.
“È lo spirito stellare di Pegasus, idiota!” ringhiò la bionda “E comunque parli tu, che hai un gatto blu con le ali!”
“Ehi! Io sono più bello di quello lì!” protestò Happy, mettendo il muso.
Lucy voleva controbattere, ma l’adrenalina, salita alle stelle durante il tentativo di rapimento, ebbe un tracollo, causandole un mancamento.
Natsu la afferrò al volo e la prese in braccio, portandola velocemente a casa e adagiandola sul letto.
Quando Lucy si riprese, la stanza era buia, a parte la debole luce del lampione della strada, che filtrava dalla finestra aperta.
Si tirò su, strofinandosi gli occhi, e percepì una mano vigorosa sulla spalla, che la spinse delicatamente di nuovo nel letto.
“Resta giù.” sussurrò delicatamente la voce di Natsu “Hai usato parecchia energia magica, devi riposare.”
“Natsu…” lo riconobbe lei “Dove sono?”
“Ti ho riportato a casa tua. Stanotte resto qui, non mi fido a lasciarti sola, domani parlo con il vecchio e ti trasferisci alla gilda finché non capiamo chi è quel tizio e cosa vuole da te.”
“Ma… non è necessario…” tentò di protestare la bionda, mettendosi seduta e abbracciandosi le ginocchia.
“Niente ma!” ringhiò il dragon slayer “Non accetto obiezioni! Tu domani ti trasferisci!”
Quelle parole fecero salire la rabbia in Lucy, che strinse i pugni e lo guardò, irosa.
“Ti comporti così da stronzo autoritario pure con la tua ragazza?” sibilò “Perché fossi stata in lei ti avrei già mollato e me ne sarei andata più lontano possibile da te!”
“Non tirare in mezzo Lisanna!” sbottò il giovane, abbassandosi all’altezza dell’amica e puntando i pugni sul letto “E comunque lei sa badare a sé stessa, non come te che ti devo salvare il culo un giorno sì e l’altro pure!”
Si guardarono per qualche secondo in cagnesco, finché…
“Ahhh… Charle, guarda… questo pesce è tutto per te… l’ho pescato io…” borbottò nel sonno Happy, accucciato sulla poltrona vicino al comò.
I due giovani lo fissarono in silenzio. Un minuto dopo, Lucy si alzò, prese il pigiama e andò verso la porta del bagno.
“Che fai?” chiese Natsu, con voce ancora un po' brusca.
“Vado a cambiarmi per la notte, idiota!” ringhiò Lucy, incenerendolo con lo sguardo. Detto ciò, entrò in bagno.
Quando uscì, l’amico si era sistemato sotto le coperte, a un lato del letto. Lo guardò in cagnesco, incrociando le braccia con disappunto.
“Io non dormo a terra!” protestò Natsu, ricambiando lo sguardo “Il tuo letto è enorme, ci stiamo larghi entrambi!”
“Tu sei fidanzato!” lo ammonì.
“E allora? Dormire in caso di emergenza con altre persone non mette in dubbio la mia fedeltà verso la mia ragazza.” ammise il giovane, guardandola deciso negli occhi “E anche fosse, di certo non la tradirei con una racchia: ci sono donne più belle di te in giro.”
A quelle parole, Lucy gli si avventò addosso, arrabbiata, ma non riuscì a fare niente, perché lui la afferrò e la sistemò tempestivamente sotto le coperte, si girò dall’altra parte e spense la luce.
“Ti odio!” ringhiò la bionda.
“Mh, sì, certo. Buonanotte.” rispose il dragon slayer, con noncuranza.
Non ricevendo nessuna reazione, la maga si rassegnò, dandogli le spalle e tirandosi le coperte fino al naso; ormai era autunno inoltrato, l’aria iniziava ad essere fresca, e già quella sera si sentiva.
Dopo qualche minuto percepì le braccia dell’amico circondarle il corpo, trasmettendole il naturale calore emanato dal mago.
“Non faccio morire di freddo un’amica.” spiegò, calmo, sentendola irrigidirsi “Ora vedi di dormire, domani non voglio avere appresso una zombie.”
Lucy finalmente chiuse gli occhi, addormentandosi cullata dal caldo contatto amico.
