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Anche sulla Terra sgridano le figlie Ariel afferrò la gonna con una mano e la sollevò, chinandosi e raccolse da terra un piccolo fiorellino: era blu. Le ricordò gli occhi di Erik e sospirò, socchiudendo gli occhi."Le rigide etichette di palazzo vogliono che io non lo raggiunga al fronte" pensò, serrando le labbra. "Pensavo che la Terra fosse un luogo libero, quando ero ragazzina. Invece ha molte più regole che lì, in fondo al mare. Aveva ragione Sebastian, le alghe del vicino sono sempre più verdi e il mondo marino era un sogno, immerso nell’acqua che vuol dire libertà".Sospirò, socchiudendo gli occhi. "I giorni in cui ci siamo innamorati sono un ricordo indimenticabile. Devo proteggerli, così come devo tutelare nostra figlia".Il vento del mare le scompigliò i capelli rossi e lei alzò lo sguardo, vedendo i gabbiani solcare il cielo."Devo combattere la mia natura per Melody. A quest’ora sarei già corsa dal mio intrepido corsaro, dal re del mio cuore, ma… Se la battaglia dovesse arrivare fino a qui, il popolo della Terra e del mare si rivolgerà a me, mia figlia avrà bisogno di essere protetta".Devo stringere i denti e tenere duro.Sospirò dalle narici e lasciò che il vento portasse via il fiorellino.
